BRUXELLES – L’Unione europea trova infine un accordo sul finanziamento alla difesa ucraina: 90 miliardi ricavati dal debito comune. Una svolta decisiva, con cui si è superata l’impasse sull’uso dei beni russi congelati. Gli aiuti concordati copriranno il biennio 2026-2027. Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è “un sostegno significativo che rafforza davvero la resilienza” di Kiev.
La via del debito comune
Dopo giorni di intense discussioni, al vertice di Bruxelles i leader europei hanno trovato nella notte di ieri 18 dicembre la via definitiva per aiutare Kiev. “Abbiamo deciso di adottare una misura urgente – spiega il presidente del Consiglio europeo António Costa – con cui forniremo un prestito garantito dal bilancio dell’Unione europea”. I fondi all’Ucraina saranno assicurati dal mercato finanziario europeo, attraverso i titoli di debito emessi dalla Commissione europea e garantiti in modo unitario dagli Stati membri. L’accordo è giunto nonostante l’iniziale opposizione dell’Ungheria di Viktor Orbán, insieme a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Secondo il primo ministro belga Bart De Wever l’Ue ha così “evitato il caos ed è rimasta unita”.
Sfuma la linea tedesca sull’uso degli asset
Questa unità è tuttavia giunta tra molte difficoltà. La decisione finale rappresenta un cambio di rotta rispetto alla linea suggerita dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il cancelliere tedesco Friedrich Merz: usare degli asset russi congelati. Troppi gli interrogativi e i timori, soprattutto di ripercussioni per il Belgio che detiene la maggior parte dei beni. Il rischio di un’onerosa richiesta di risarcimento da parte di Mosca ha reso la proposta impraticabile, ma Merz sottolinea: “I beni russi congelati rimarranno bloccati fino a quando la Russia non avrà pagato i risarcimenti all’Ucraina”. Kiev dovrà infatti rimborsare il prestito europeo, ma questo accadrà solo dopo che la Russia avrà pagato. “Se non lo farà, nel pieno rispetto del diritto internazionale, ricorreremo ai beni russi immobilizzati”.
Giorgia Meloni: “Ha prevalso il buon senso”
Soddisfazione invece dalla premier italiana, che esulta: “Sono contenta che abbia prevalso il buon senso”. Nei giorni scorsi, la preoccupazione del governo italiano ha riguardato le ripercussioni da parte di Mosca per l’eventuale impiego degli asset russi. “Con il debito comune invece – dichiara Meloni – siamo riusciti a garantire le risorse necessarie a Kiev, ma con una base solida sul piano giuridico e finanziario”.
Cremlino: “All’Ue non riuscito il furto degli asset”
Il presidente russo Vladimir Putin, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, non ha esitato a definire l’uso dei beni congelati “una rapina”. Un’accusa ai leader europei che, secondo il Cremlino, “prima o poi dovranno restituire tutto quello che rubano”. Andremo in tribunale per proteggere i nostri interessi”. Gli attacchi di Mosca, poi, si indirizzano a von der Leyen, Merz e gli altri “guerrafondai” europei. “Dovrebbero dimettersi – sostiene Kirill Dmitriev, capo del Fondo russo per gli investimenti diretti. “La scelta del debito comune è un colpo fatale per i tedeschi. Hanno vinto la legge e il buon senso”.


