KIEV – Il gelo c’è ancora, la tregua no. Dopo soli tre giorni, riprendono le ostilità tra Russia e Ucraina. I primi a pagarne le conseguenze sono i cittadini di Kiev, Odessa e di altre 50 città, rimasti al buio, causato dai bombardamenti del Cremlino. I pesanti raid hanno preso di mira la capitale e le infrastrutture energetiche, rimaste intoccate per qualche giorno dopo le pressioni del presidente americano Donald Trump sull’omologo russo.
Il trilaterale ad Abu Dhabi
Una notte di palazzi in fiamme, sfollati e una temperatura che sfiora i -20 non farà bene ai negoziati previsti per oggi – 4 febbraio – ad Abu Dhabi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è furioso e ha fatto sapere che i raid “avranno un peso nelle trattative”. Come riferisce il portavoce della presidenza, la delegazione di Kiev è arrivata nell’emirato per il trilaterale con russi e americani. Si siederanno presto al tavolo con l’ammiraglio Igor Kostyukov, capo dell’intelligence russa, e gli scudieri di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.
Putin chiede a Kiev di “accettare le condizioni”
The Donald, incassata la vittoria dei tre giorni di tregua energetica, torna a fare la voce grossa con il Cremlino e chiede a Vladimir Putin di “porre fine alla guerra”. Ma secondo l’ex Kgb, spetta a Kiev fare il primo passo, prendendo “decisioni pertinenti” per favorire un accordo di pace. Insomma, la posizione russa, riportata da Dmitri Peskov, è chiara: accettate le condizioni o continuerà “l’operazione militare speciale”.
Pechino e Mosca siglano un accordo energetico “di natura strategica”
Anche le mosse di Mosca in politica estera fanno trasparire la volontà di mantenere aperto il fronte. L’agenzia Interfax riporta, infatti, di un accordo in campo energetico tra Cina e Russia, definito di “natura strategica”. Il presidente Xi Jinping, in videochiamata con l’amico Putin, ha sostenuto che l’accordo “dimostra determinazione nella difesa della giustizia internazionale” e ha cementato le relazioni, “sempre più costanti”, tra i due Paesi.
L’ombra del trattato New Start in scadenza
Nonostante gli sforzi delle delegazioni per arrivare a un accordo, un’ombra si proietta sullo scacchiere internazionale. Come ricordato proprio dal portavoce del Cremlino: “Tra pochi giorni il mondo potrebbe trovarsi in una situazione più pericolosa di quella attuale”. Il riferimento è chiaro: la scadenza del New Start, l’ultimo trattato tra Washington e Mosca per la limitazione delle testate e dei vettori nucleari intercontinentali. Ma sul rinnovo sembra che a titubare sia la Casa Bianca. “La proposta del presidente Putin è ancora valida, e, per ora, non abbiamo ricevuto una risposta dagli americani”.


