KIEV – Il vertice dei Volenterosi di ieri – 6 gennaio – ha portato a un accordo su delle garanzie solide per Kiev. In particolare ci sarà un dispiegamento di una forza multinazionale dopo il cessate il fuoco in Ucraina. C’è l’ok anche degli Stati Uniti, che monitoreranno la tregua con un’operazione alla quale gli europei parteciperanno con i militari dei paesi che hanno dato la loro disponibilità.
Per ora Francia e Gran Bretagna hanno già firmato. Il presidente francese Emmanuel Macron, infatti, è pronto a inviare migliaia di suoi uomini per mantenere la pace. Più cauta la Germania che si è detta disponibile a inviare le sue forze, ma solo in un paese Nato confinante. Mentre la premier italiana Giorgia Meloni resta ferma sulla sua posizione e non intende inviare soldati a Kiev. Dal canto suo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si pronuncia “soddisfatto”. A esultare anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Una forte dimostrazione di unità per l’Ucraina”.
Il piano dei Volenterosi per Kiev
Cinque garanzie di sicurezza e una cellula che consentirà di integrare pienamente tutti gli eserciti competenti e che prevederà il coordinamento fra la coalizione dei Volenterosi, gli Usa e l’Ucraina. Questi i punti principali ispirati all’articolo 5 della Nato, come da tempo suggerisce l’Italia.
Il nodo della centrale di Zaporizhzhia
Ma i colloqui all’Eliseo non si fermano. Oggi – 7 gennaio – ci sarà un nuovo round in cui si discuterà di territori e, in particolare, della centrale nucleare di Zaporizhzhia. “Ho anche incaricato il team di pensare a formati per gli incontri dei leader tra Ucraina, altri stati europei e Stati Uniti”, rende noto Zelensky su X, che, al contempo, chiede una pace “degna”.
Abbattuti 81 droni russi nella notte
Mentre la diplomazia fa passi in avanti, nei cieli la guerra continua. Le forze russe hanno attaccato Kiev nella notte con 95 droni. La difesa aerea ne ha abbattuti 81 e ha fatto sapere che “14 sono stati individuati in otto località e i detriti dei velivoli sono caduti in cinque siti”.


