ALDEN BIESEN — Un “vertice senza cravatta”. Nel castello di Alden Biesen, in Belgio, 27 Paesi siedono al tavolo informale per rafforzare l’Ue. Al centro competitività e produttività. Ma anche la necessità di uno spazio più definito in un nuovo contesto geopolitico dove “non c’è più tempo da perdere”, come ha sottolineato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Osservatori di eccezione al cantiere europeo gli ex premier italiani Mario Draghi ed Enrico Letta, autori di due report su competitività e mercato unico.
Il pre-summit convocato da Merz e Meloni
Prima del vertice vero e proprio, venti Stati si sono riuniti nel pre-summit organizzato da Italia, Germania e Belgio. Sugli eurobond la premier si dice favorevole, sebbene sia un nodo “divisivo in Europa”. Poi – dopo le polemiche sull’incontro con il cancelliere tedesco Merz – ammette l’esistenza di un motore italo-tedesco che non deve, però, essere inteso come uno sgarbo a qualche altro Paese. Il tema della competitività in Italia viene tradotto in termini di prezzi dell’energia, tema che – come annunciato dalla premier – vedrà la presentazione di alcune misure nel Consiglio dei ministri della prossima settimana.

Nodo franco-tedesco su debito comune
Il Capo di Stato francese Emmanuel Macron, infastidito dall’incontro italo-tedesco degli scorsi giorni, è tornato sul debito comune, tasto dolente per Berlino: “Unica via per competere con Usa e Cina”. Ma, durante il punto stampa insieme a Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha cercato di stemperare: “Vogliamo rendere questa Unione europea più veloce, vogliamo migliorarla e soprattutto vogliamo garantire che in Europa ci sia un’industria competitiva. Mi aspetto che oggi faremo un passo avanti”. Pacificazione accolta dal leader della Francia: “Condividiamo un sentimento di urgenza: l’Europa deve agire con chiarezza”.
La partita per il rilancio dell’Ue
La partita per il rilancio dell’Ue passa anche dalla battaglia contro il Green Deal, tema presente nel paper redatto da Italia, Germania e Belgio: alla base c’è la richiesta di rivedere il sistema Ets e la Carbon Tax. Centrale anche l’accelerazione sulle misure omnibus, con cui si chiede di dare potere di intervento a uno o più Stati membri se, nel processo legislativo di una determinata misura Ue, dovessero emergere “eccessivi oneri burocratici”.
Eurobond e Buy European
Difesa del Buy European e la necessità di nuovo debito comune. È la posizione con cui il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez è arrivato al tavolo del vertice informale in merito al tema del debito comune. Per Sánchez gli eurobond rappresentano “uno strumento chiave nei settori strategici”, come riportato da fonti della Moncloa. Dall’altro lato il cancelliere tedesco Merz ha specificato come il Buy European debba essere utilizzato come “ultima risorsa solo per i settori strategici critici”.


