Urbino si candida a capitale europea della cultura 2019: rilanciare un nuovo Rinascimento

Ripartire dalla culla di Raffaello per dare vita a una “nuova utopia concreta che vuole ispirare una rinascita culturale dell’Europa come accadde cinque secoli fa”. Con queste parole, il presidente della regione Marche, Gianmario Spacca, ha ufficializzato mercoledì mattina la candidatura della provincia marchigiana a capitale europea della cultura 2019, titolo che verrà assegnato a una città italiana e una bulgara. Nel corso dell’evento che si è svolto presso la sede romana del Pio Sodalizio dei Piceni, la regione Marche, Urbino e la capitale bulgara, Sofia, hanno siglato un protocollo di intesa che ha dalla sua il valore aggiunto di potenziare la macroregione adriatico-ionica, su cui insiste il Comitato delle Regioni Ue.

“Solitamente si aggiudicano l’onorificenza città relativamente piccole che non sono centri amministrativi o  politici. L’esperienza di Parigi fu fallimentare”, ricorda Jack Lang, già ministro alla Cultura del governo Mitterand, secondo cui Urbino può rilanciare “un nuovo Rinascimento: un nuovo modello di vivere comune, una nuova idea di collettività aperta e solidale, una nuova idea di cittadino, un nuovo bisogno di bellezza”. È stato proprio Lang ad aver raccolto oltre 100 illustri intellettuali e artisti (anche internazionali) intorno alla candidatura urbinate. Spiccano, tra gli altri, i nomi del premio nobel Luc Montagnier, il maestro Ennio Morricone, il due volte Premio Pulitzer Bob Marshall, lo scrittore Umberto Eco, il premio Oscar Dante Ferretti e Vittorio Storaro, gli attori Vanessa Redgrave, Luca Zingaretti, Virna Lisi, Neri Marcorè, Cesare Bocci, gli sportivi Valentino Rossi, Filippo Magnini, Giovanna Trillini, Elisa Di Francisca accanto a Serena Dandini, Marco Bellocchio, Roberto Mancini, Massimo Ranieri, all’etoile internazionale Roberto Bolle al cardinale di Cracovia Stanislaw Dziwisz, Vittorio Sgarbi, Natalia Aspesi e Dacia Maraini. Ma, ha ricordato Lang, Urbino è lo specchio di una nella regione: “nelle Marche si respira cultura ovunque, in ciascuno dei suoi borghi e villaggi, nei mille teatri e musei, nelle chiese, nei sapori della sua straordinaria cucina e nel paesaggio”.

Parole di sostegno e affetto alle Marche, sono arrivate anche da uno dei padri fondatori della televisione italiana presenti alla cerimonia, Pippo Baudo, che recentemente – ha annunciato – è stato nella regione per registrare una puntata di uno nuovo show che tra qualche settimana andrà in onda su Rai 3. “Amo le colline marchigiane e capisco perché, guardando quei colli, Leopardi ha scritto l’Infinito”.  A dare voce alla lirica leopardiana, dopo il tanto criticato spot tv con Dustin Hoffman (apparso già giovanissimo in pellicole registrate ad Ascoli Piceno), l’attore teatrale, Glauco Mauri.

 Anna Serafini