NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:00 del 9 gennaio 2026

HomeEsteri Venezuela, 25 italiani tra i prigionieri liberati da Caracas. Si spera per Alberto Trentini

Caracas libera prigionieri
Fuori dal carcere 25 italiani
Manca Alberto Trentini

C'è attesa anche per altri connazionali

Trump: "Bene. Non attaccheremo di nuovo"

di Roberto Abela09 Gennaio 2026
09 Gennaio 2026
Venezuela prigionieri

Parenti dei detenuti politici del regime venezuelano in attesa davanti al carcere de' El Rodeo | Foto Ansa

CARACAS – È il giorno della libertà per alcuni dei 900 prigionieri politici stranieri detenuti in Venezuela. Nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, sono stati liberati dalle carceri venezuelane – tra cui il famigerato El Helicoide e il centro El Rodeo – anche 25 detenuti italiani, rilasciati dal governo venezuelano ad interim di Delcy Rodríguez.

Chi sono i prigionieri italiani

Tra di loro, per il momento c’è sicuramente l’imprenditore 77enne Luigi Gasperin, che in passato aveva gestito numerosi appalti della compagnia petrolifera statale di Caracas ed era stato arrestato il 7 agosto 2025 a Maturin per presunta detenzione di materiale esplosivo. Era in detenzione in un centro nella zona di Prados del Este. Liberato anche il 60enne italo-venezuelano Biagio Pilieri, figlio di immigrati siciliani, ex sindaco del comune di Bruzual e giornalista, arrestato il 28 agosto 2024 per le sue attività politiche come leader del partito Convergenza, fondato nel 1993.

Chi manca all’appello

Il grande assente però è Alberto Trentini, il cooperante italiano arrestato il 15 novembre 2024 mentre lavorava per l’organizzazione non governativa Humanity & Inclusion, associazione che si occupa di persone con disabilità e vulnerabili in contesti di povertà e conflitti. A oggi risulta ancora trattenuto nel carcere de El Rodeo. Fiato sospeso anche per l’imprenditore piemontese Mario Burlò – partito nel 2024 per andare ad esplorare nuove opportunità imprenditoriali in Venezuela e da oltre un anno in cella senza ‘chiari motivi’, sotto processo in Italia per reati fiscali – gli italo-venezuelani Hugo Marino (in carcere dal 2019) e Daniel Enrique Echenagucia, imprenditore di Avellino arrestato il 2 agosto 2024.

Il lavoro diplomatico del governo

Anche la Spagna è pronta a riabbracciare alcuni dei suoi cittadini arrestati in Venezuela sulla base di dubbie accuse. Ieri Madrid aveva annunciato la liberazione di cinque di questi, mentre la Farnesina ha mantenuto il riserbo fino alla sera dell’8 gennaio, sciolto poi con una nota in cui si dichiarava che “il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in contattato con l’ambasciatore a Caracas, con la rete consolare Venezuelana e con esponenti della Chiesa e della società civile per accelerare la liberazione dei cittadini italiani”. Mentre la premier italiana Giorgia Meloni si è detta “fiduciosa” durante la conferenza stampa di fine anno di questa mattina: “Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l’Italia e il Venezuela”, ha dichiarato.

Le rassicurazioni per Washington

In questo clima il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato in un post su Truth di aver cancellato un secondo attacco contro il Venezuela dopo i rilasci, evidenziando una collaborazione con il governo di Caracas: “Si tratta di un gesto molto importante e intelligente. Gli Usa e il Venezuela stanno lavorando bene insieme. Grazie a questa cooperazione, ho annullato la seconda ondata di attacchi precedentemente prevista, che sembra non essere più necessaria”, ma “le navi rimarranno in posizione per motivi di sicurezza”, ha scritto Trump. Tuttavia, il capo del governo di Washington ha annunciato che “cominceranno attacchi terrestri contro i cartelli della droga in Messico. I cartelli controllano il Messico”.

Ti potrebbe interessare