Via della Seta con la Cinaconfermato il memorandumConte: "Potenziare l'export"

Terminato il vertice a Palazzo Chigi Telecomunicazioni e porti i due nodi

Passa senza modifiche il memorandum sulla Via della Seta. “L’Italia è un approdo naturale, storico e si ripropone anche adesso una grande opportunità per riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina. Vogliamo potenziare il nostro export”. È quanto ha dichiarato il premier Giuseppe Conte dopo il vertice a Palazzo Chigi, appena terminato, con i vicepremier Luigi di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’economia Giovanni Tria e il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi.

“Il memorandum è un accordo quadro non vincolante, non è un accordo internazionale”, ha aggiunto Conte al termine dell’incontro. Al contrario degli altri paesi che lo hanno sottoscritto, prosegue il premier, questo “è l’unico che richiama principi e regole europee”.

Anche Luigi Di Maio si ritiene soddisfatto: “Oggi vince il made in Italy, con la Belt and Road Initiative l’Italia ha deciso di essere più sovrana”. Sulle tensioni con l’America, il vicepremier ha ribadito: “Gli Usa restano il nostro principale alleato e la Nato la nostra casa naturale”.

Sono state, dunque, scongiurate le ennesime tensioni nel governo, in una “normale dialettica”. Si è trovato un accordo sulla “golden power” al fine di salvaguardare gli interessi strategici nazionali mentre sul tema delle telecomunicazioni Di Maio ha ribadito: “Saremo vigili”.

Un’opportunità anche secondo il sindaco di Trieste Roberto DIpiazza: “I cinesi? Ben vengano, da noi c’è spazio per tutti”. In un’intervista al Messaggero, il primo cittadino ha aggiunto: “Noi siamo già lo scalo marittimo di riferimento per la Baviera, l’Austria e la rete industriale della Repubblica Ceca. L’interesse cinese per Trieste si inserisce in questo trend e io spero che ne guadagni l’interno Nord Adriatico ma anche il sistema Paese Italiano”.

Qualche dubbio, tuttavia, era stato sollevato dagli esponenti della Lega. Il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Michele Geraci, aveva precisato: “Noi vogliamo far sì che quest’intesa non contenga nulla che possa danneggiare gli interessi del Paese o che metta a rischio la sicurezza nazionale”.

Camilla Canale

Cresciuta tra Roma e Milano ma adottata dal Kenya. Ha studiato Filosofia e Scienze Politiche e si è appassionata ad entrambe. Ricercatrice, surfista, videomaker e umorista di professione. La sua ambizione è di rendere la cultura accessibile universalmente. L’informazione e la verità sono i suoi strumenti.