Le bandiere europee sventolano | Foto Ansa/Epa

Via libera del Parlamento Uealla direttiva Case greenFdI, Lega e FI votano contro

Salvini: "Ennesima follia europea" Stop ai sussidi per le caldaie

BRUXELLES – Il mattone diventa più verde. Nuovi edifici a emissioni zero dal 2030, piani nazionali per le ristrutturazioni e stop ai sussidi per caldaie a combustibili fossili.  Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva con 370 voti a favore, 199 contrari e 46 astenuti la direttiva Case green, proposta dalla Commissione a fine 2021 per azzerare le emissioni del parco immobiliare dell’Unione europea entro il 2050.  Favorevoli Popolari, Liberali, Socialisti, Verdi e della Sinistra. Tra i contrari Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Particolarmente critico il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che su X scrive: “Si tratta dell’ennesima follia europea”. 

Cosa prevede la direttiva Case green 

Gli edifici nuovi dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2030. Per quelli di proprietà pubblica la scadenza è fissata al 2028. Il 16% degli edifici pubblici con le peggiori prestazioni rispetto al 2020 andrà ristrutturato entro il 2030 e il 26% entro il 2033.  Per le case si applicherà un obiettivo di riduzione del consumo energetico del 16% dal 2030 e del 20-22% entro il 2035.

Cosa cambia su caldaie e pannelli solari

Per garantire flessibilità, gli Stati potranno scegliere di applicare esenzioni per gli edifici storici, agricoli, militari e per quelli utilizzati solo temporaneamente. Una promozione che richiede interventi come cappotto termico, sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione e pannelli solari. Gli Stati infatti dovranno installare i pannelli solari solo sui nuovi edifici pubblici e avranno tempo fino al 2040 per dire addio alle caldaie a combustibili fossili. 

L’obiettivo dell’Unione europea e le prossime tappe

L’obiettivo è arrivare nel 2050 con un parco immobiliare a emissione zero. Adesso l’accordo dovrà ora essere confermato dai governi nazionali per poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore venti giorni più tardi. Successivamente i paesi europei avranno due anni di tempo per adeguarsi. Si stima che entro il 2030 saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annui per la svolta green, ovvero 152 miliardi di euro di investimenti all’anno in più rispetto alle risorse attuali.