8 marzo, a Veneziala mostra "Leaveslives" sulle donne in manicomio

La curatrice Maria Cristina Turola "Necessario raccontare le loro storie"

VENEZIA – Dal 1922 sono passati più di 100 anni. Eppure la “giornata internazionale della donna”, celebrata per la prima volta in Italia il 12 marzo 1922, è ancora uno dei momenti più importanti per ricordare il percorso di lotta ed emancipazione delle donne.

La mostra gratuita a Venezia

Moltissime sono le iniziative in Italia attese nei prossimi giorni che culmineranno proprio nella data dell’8 marzo. In particolare a Venezia sarà aperta, dal 4 marzo al 12 aprile 2023, la mostra gratuita “LeavesLives – Come le foglie, mezzo secolo di donne al manicomio”. La mostra, nata in collaborazione con l’Archivio Storico degli Ospedali Psichiatrici veneziani, ricorderà le storie di oltre diecimila donne ricoverate nelle isole di San Clemente e di San Servolo, tra il 1900 e il 1950, presso l’ex Ospedale psichiatrico della laguna veneta. Le testimonianze raccolte sono quelle di donne dimenticate, dove ogni dettaglio era legato a un destino sospeso nel tempo.

La mostra in allestimento

La curatrice sarà la psichiatra Turola

La curatrice della mostra è la psichiatra Maria Cristina Turola che, con il suo team, ha spiegato il motivo della scelta del nome per l’evento. “Questa mostra nasce per voler rappresentare tutte le donne che sono state in cura nel manicomio di Venezia. Ognuna delle 10 mila che abbiamo individuato come presenti nella struttura tra il 1900 e il 1950 sarà appresentata con una foglia colorata. Su di essa c’è scritta la data, il nome e il numero di giorni trascorsi in cura nell’istituto. L’idea è quella di dare un impatto emotivo. Si creerà un autentico bosco di ‘foglie’ installato lungo i corridoi che conducono proprio alle stanze dell’archivio di San Servolo”.

La mostra in allestimento

San Servolo: quasi 300 anni di storia

Proprio San Servolo, infatti, ospita uno dei più antichi archivi manicomiali d’Italia. Attivo dal 1700 al 1978, quando con la legge Basaglia fu imposta la chiusura di tutti gli istituti in Italia. L’archivio raccoglie oltre 50.000 cartelle cliniche appartenenti a uomini, donne e bambini, dotate di fotografia identificativa della persona in questione. A San Servolo, inoltre, è custodita la cartella clinica del primo uomo ricoverato in un manicomio italiano nel 1725.

Giulia Chiara Cortese

Cresciuta tra il Vesuvio e il mare, ora con il cuore diviso tra Napoli e Roma. Sono laureata in Lettere moderne alla Sapienza con una tesi in Filologia della Letteratura italiana. Inseguo da sempre il sogno di diventare una giornalista.