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HomeEconomia Manovra, arriva l’emendamento del governo: 3,5 miliardi in più, meno fondi al Ponte sullo Stretto

Manovra, arrivano 3,5 miliardi
L'emendamento del governo
Tagli Ponte sullo Stretto

La Bce mette in guardia sulle banche

ma chiude la questione Bankitalia

di Chiara Di Benedetto16 Dicembre 2025
16 Dicembre 2025

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti | Foto Ansa

ROMA – Continuano le modifiche della legge di bilancio 2026. Arriva un nuovo pacchetto di misure da 3,5 miliardi destinato alle imprese. Ieri, 15 dicembre, nel corso di una riunione con i capigruppo al Senato e con i relatori della legge di Bilancio, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato un nuovo emendamento che riguarda la Zes (Zona economica speciale), l’iperammortamento, l’industria 5.0 e il caro materiali. I nuovi fondi deriverebbero dalla possibile riprogrammazione degli stanziamenti per il Ponte di Messina, dati i recenti ritardi, e servono a garantire l’intera percentuale di credito prevista per le imprese che hanno investito nella Zes unica, quindi nel Mezzogiorno, e nel piano di Transizione 5.0, dunque per coprire l’alto numero di richieste. Nel testo presentato oggi, presenti anche l’iper e il superammortamento previsto per le imprese che investono in beni strumentali diventa triennale.

Ancora rimostranze dalla Bce

La Banca centrale europea ha chiuso la questione sull’emendamento voluto dalla maggioranza che ridefinisce le riserve auree di Bankitalia come “appartenenti al popolo italiano”. Dopo le prime rimostranze della Bce, che ha ricordato come le riserve auree del Paese siano di competenza europea, il governo ha modificato il testo dell’emendamento inserendo un rimando agli articoli 123, 127 e 130 del Trattato Ue. La Banca europea ha comunque espresso preoccupazione per il nuovo contributo chiesto alle banche, che potenzialmente potrebbe determinare “una serie di effetti negativi sul comparto del credito italiano in termini di erogazione del credito, patrimonio, utili e liquidità”. 

Le ultime novità, inserite con un emendamento dal governo a pochi giorni dall’esame alla Camera, prolungheranno nuovamente i tempi di approvazione. La Commissione Bilancio dovrà lavorare in fretta per arrivare al voto dell’aula prima di Natale, mentre l’esame alla Camera si chiuderà soltanto poco prima di Capodanno.

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