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Iran, Trump congela l’attacco ma resta l’allerta. Il Pentagono manda nuovi rinforzi

di Irene Di Castelnuovo16 Gennaio 2026
16 Gennaio 2026

Iraniani camminano a Teheran | Foto Ansa

TEHERAN – Dopo settimane di repressioni e violenze, la macchina delle esecuzioni in Iran si è momentaneamente bloccata. Lo ha dichiarato la Casa Bianca: ne sono state fermate ottocento. Condizione che sembra aver congelato l’attacco statunitense. Nonostante questo, Washington continua ad attenzionare il Paese e minaccia “gravi conseguenze se le uccisioni continueranno”.

Usa verso l’invio di forze armate in Iran

La portaerei Lincoln, che sta navigando dal Mar Cinese alle acque mediorientali, non è l’unica forza dell’esercito Usa a spostarsi in direzione di Teheran. Secondo la Nbc, il Pentagono si sta preparando a inviare nella Repubblica degli ayatollah un gruppo d’attacco di portaerei, aerei aggiuntivi e sistemi di difesa aerea terrestri. L’equipaggio arriverà nel territorio per garantire la difesa delle basi militari a stelle e strisce nella regione in caso di attacco.

Blackout di Internet, Iran senza rete fino a marzo

Anche se le esecuzioni si sono momentaneamente arrestate, continua il blocco di Internet. Il blackout sembra essere destinato a durare altri mesi, superando il precedente del 2019. Lo rende noto la testata IranWire, che riporta le affermazioni della portavoce del governo Fatemeh Mohajerani. L’accesso ai servizi online internazionali non sarà ripristinato prima di Nowruz, capodanno persiano che si festeggia tra il 20 e il 22 marzo. 

Putin sente Netanyahu e il presidente iraniano

Sul fronte della diplomazia, si mobilita anche Mosca. Il presidente russo Vladimir Putin ha sentito telefonicamente il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Il Cremlino ha confermato gli “sforzi di mediazione” che permetteranno di “proseguire i contatti a vari livelli” e di ”promuovere un dialogo costruttivo con la partecipazione di tutti gli Stati interessati”. Il portavoce Dmitry Peskov ha reso noto che Putin ha avuto un contatto anche con il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian: “Vi informeremo anche sui risultati della nostra conversazione telefonica con il presidente iraniano”.

Mattarella: “In Iran sterminio di manifestanti”

Dall’Occidente politico ferma condanna alla strage dei manifestanti. In Italia si alza la voce del capo dello Stato Sergio Mattarella: “Occultare l’efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti è stata la prima preoccupazione del regime”, così il presidente della Repubblica ha commentato la strage di manifestanti nel paese del Golfo persico. Situazione aggravata dal tentativo di “bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie”.

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