WASHINGTON – Dopo la Groenlandia, il Venezuela e l’Iran, Donald Trump torna a concentrarsi su un altro fronte di guerra: quello in Ucraina. Per farlo, attacca frontalmente il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky. In un’intervista esclusiva a Reuters, il presidente americano lo ha accusato di rallentare gli accordi di pace. Ha poi aggiunto che, secondo lui, Vladimir Putin sarebbe pronto alla pace. Dichiarazioni che hanno ricevuto il plauso del Cremlino, con il portavoce Dmitry Peskov che ha sottolineato come la posizione russa sia “ben nota sia ai negoziatori americani che al presidente Trump. Come a Kiev e alla leadership del regime di Kiev.”
L’attacco velato a Trump
Nonostante questa “visione comune”, Putin non rinuncia a lanciare una frecciatina al capo della Casa Bianca, denunciando le “azioni unilaterali e molto pericolose” di chi sembra voler rinunciare alla diplomazia nelle relazioni internazionali per ricorrere solo alla “forza”.
Le relazioni Russia-Ue
Un messaggio indirizzato durante la cerimonia di ricevimento dei nuovi ambasciatori stranieri, in cui lo zar si è detto anche pronto a ricostruire le relazioni con gli europei — e con l’Italia — lamentando che attualmente i rapporti “lasciano molto a desiderare”.
“Le nostre relazioni con ciascuno dei Paesi europei rappresentati qui, Francia, Repubblica Ceca, Portogallo, Norvegia, Svezia, Austria, Svizzera e Italia, hanno radici storiche profonde, e sono ricche di esempi di una collaborazione mutualmente benefica”, ha detto Putin aggiungendo che “il dialogo e i contatti, non per nostra colpa, sono stati ridotti al minimo”. La Russia, ha tuttavia concluso il capo del Cremlino, “è pronta a ripristinare il livello di relazioni di cui abbiamo bisogno”.
La risposta di Tajani
Dichiarazioni che hanno avuto la pronta risposta del ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Abbiamo detto soltanto che il Cremlino ha sbagliato, che l’invasione dell’Ucraina è stato un atto che noi consideriamo assolutamente illegittimo che punta a conculcare la libertà degli ucraini, nulla di più, ma non siamo in guerra con la Russia o con il popolo russo”.
L’apertura del Cremlino
Avvicinamento ricevuto dal portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov, che secondo l’agenzia di stampa Tass, ha dichiarato: “il Cremlino ha recepito segnali da Roma, Parigi e Berlino sulla necessità di un dialogo con la Russia e ritiene che ciò rappresenti un’evoluzione positiva nelle posizioni dei paesi occidentali”. Ha poi aggiunto che “una soluzione alla crisi ucraina è impossibile senza un’ampia discussione sulla sicurezza europea”.


