ROMA – Fumata bianca per la risoluzione della maggioranza sulla proroga degli aiuti militari all’Ucraina, ma non priva di tensioni. Il documento, approvato da entrambi i rami del Parlamento, ha incontrato l’opposizione di alcuni esponenti della Lega, spaccando il centrodestra. Dopo lunghe trattative tra il ministro della Difesa Guido Crosetto e i leghisti Claudio Borghi e Stefano Candiani e il forzista Maurizio Gasparri, alla fine anche il leader della Lega Matteo Salvini ha confermato il via libera. Si tratta per il vicepremier di una risoluzione “molto equilibrata” che “si concentra molto sul tema difesa e non sul tema attacco, guerra e armi. – Esattamente – quello che avevo chiesto”, ha dichiarato soddisfatto Salvini.
Il dissenso dei leghisti alla risoluzione
Un accenno agli aiuti “militari” è stato inserito solo all’inizio del testo, ma non nelle conclusioni che sono quelle vincolanti per l’azione del governo. Il documento impegna l’esecutivo a continuare a sostenere Kiev in coordinamento con la Nato, l’Unione europea, i paesi G7 e gli alleati internazionali per difendere la popolazione ucraina, le infrastrutture critiche ed in prospettiva futura la sicurezza di tutto il continente europео.
Nonostante questo, la risoluzione non ha convinto tre parlamentari che hanno infranto le indicazioni del gruppo. Alla Camera si sono contati due no dai deputati Rossano Sasso e Edoardo Ziello, vicini alle posizioni di Roberto Vannacci, il vicesegretario ed eurodeputato molto critico sul governo ucraino e su ulteriori armi a Kiev. A palazzo Madama, invece, si è astenuto il senatore Claudio Borghi. In un’intervista a Repubblica il leghista Sasso ha spiegato le ragioni della bocciatura: “Dico no ai soldi degli italiani per Zelensky. Inviare ulteriori armi e soldi a Zelensky non rappresenta l’interesse nazionale. Servirebbe un decreto Italia, altro che decreto Ucraina. – Tra l’altro – L’invio delle armi non ha portato i risultati che si immaginavo”.
Sulla stessa linea Ziello. Anche per lui si tratta di una questione di coscienza. “Dopo quattro anni di conflitto evidentemente la strategia adottata non sta portando ai risultati sperati sul raggiungimento della pace”, ha spiegato. Ed è proprio sulle acrobazie lessicali che accostano le parole “aiuti” e “militari” che è vacillato il voto del leghista Borghi. “Il testo è concordato e va bene perché ha accolto, più o meno, tutte le nostre richieste. – Tuttavia, ha precisato – gli aiuti devono essere difensivi”.
L’incontro Salvini – Vannacci in settimana
Malgrado il segretario del Carroccio sia riuscito a mantenere compatta la base del partito, i voti di dissenso pesano sulla coesione. La questione però pare non allarmare Matteo Salvini “La Lega ieri ha votato a favore, solo due hanno votato contro. Con tutto quello che accade nel mondo non c’è tempo per polemiche inesistenti”. Con la crescita dei fronti internazionali aperti, il ministro dei Trasporti spera che i prossimi mesi siano quelli decisivi per la fine del conflitto fra Russia e Ucraina e quindi anche per lo stop ad altri decreti armi. Nel frattempo, però, dopo le critiche di Vannacci e il sit-in contro il sostegno militare a Kiev, Salvini ha deciso di incontrare in settimana il generale. Sulle armi all’Ucraina la Lega potrebbe infatti rischiare la scissione.


