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Nuotare nel Tevere tra cinque anni, la scommessa di Gualtieri

di Elisabetta Guglielmi19 Gennaio 2026
19 Gennaio 2026
Tevere balneabile

Il fiume Tevere

Rendere balneabile il Tevere in cinque anni. È questa la promessa rilanciata dal sindaco Roberto Gualtieri, che punta a restituire il fiume ai romani entro la fine di un eventuale secondo mandato. Ma tra inquinamento, criticità sanitarie e infrastrutture obsolete, l’obiettivo appare più complesso di quanto annunciato. E c’è chi si chiede se la balneabilità del Tevere sia un progetto realmente fattibile o una grande scommessa politica.

Piani strategici e tavoli istituzionali per rendere balneabile il fiume

A ottobre 2025, in occasione del Tevere Day, Gualtieri ha presentato il piano strategico del Tevere, puntando su transizione energetica, balneabilità e navigabilità. Dopo l’avvio il 6 novembre del tavolo tecnico, il 13 gennaio i soggetti impegnati sono tornati a incontrarsi in Campidoglio.

Il tavolo tecnico, coordinato dalla professoressa Agostina Chiavola, ha coinvolto l’autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Lazio (Arpa), l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), l’Istituto superiore di sanità e le Asl. Il coordinamento politico del progetto è stato assegnato da Gualtieri a Sabrina Alfonsi, assessora comunale all’Ambiente. “Il primo dei quattro gruppi tecnici”, spiega a Lumsanews, “si occuperà della raccolta dei dati relativi a Tevere e Aniene, affluente strategico per l’obiettivo di risanamento e per valutare la possibile balneabilità del fiume”. Il secondo dei tavoli monitorerà i contaminanti. La determinazione delle caratteristiche idrologiche del fiume e il censimento e degli scarichi saranno invece i temi degli altri due tavoli tecnici.

La riqualificazione del fiume entro il 2031

Il progetto della balneabilità si inserisce in un’ampia strategia condivisa di riqualificazione del fiume, nella quale rientra anche il Piano strategico e operativo (Pso). “L’obiettivo di questo piano”, afferma l’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia “è quello di conferire al Tevere il ruolo di protagonista nella trasformazione sostenibile della città, configurandolo come catalizzatore di nuove connessioni ecologiche, sociali e culturali”. Veloccia aggiunge che il piano mobilita quasi 800 nuovi progetti in continuità con quelli già avviati in questi anni, come i cinque Parchi di affaccio giubilari.

Per ora non c’è una stima dei fondi necessari per rendere balneabile il Tevere. Mentre per la Senna a Parigi sono serviti 1,4 miliardi di euro, per Roma potrebbero essere utilizzati i fondi per il Giubileo straordinario del 2033. Il capogruppo di Europa Verde Ecologista Ferdinando Bonessio parla di un lavoro congiunto che “avrà più possibilità di essere portato a termine se Gualtieri verrà confermato sindaco anche dopo il 2027”.

Le difficoltà del progetto

Già a settembre 2025, al Padiglione Italia di Expo 2025 a Osaka, il sindaco aveva annunciato che “alcune aree del Tevere potrebbero essere rese balneabili in pochi giorni”. In realtà la situazione non è così semplice. L’inquinamento delle acque dei fiumi resta l’ostacolo più grande da superare.

Alessandro Miani, presidente della Società di medicina ambientale (Sima) ci spiega che rendere balneabile il Tevere nel giro di cinque anni è un progetto difficile e ambizioso. “Più realisticamente in otto-dieci anni potrebbe esserci la messa in sicurezza di tratti specifici, con balneazione supportata da monitoraggi e da chiusure automatiche in caso di superamento dei limiti. Anche se il rischio zero non esiste”.

A preoccupare sono gli ultimi dati sulla qualità delle acque fluviali pubblicati da Arpa Lazio lo scorso dicembre, che rivelano valori non buoni sia per lo stato chimico che per la presenza di contaminanti superiori al limite.
In un monitoraggio di due anni fa anche l’organizzazione ecologista “A Sud” e l’associazione “Insieme per l’Aniene Aps”, avevano denunciato la condizione dei fiumi di Roma.

L’ecologa fluviale Bruna Gumiero, che ha curato il report scientifico per “A Sud”, spiega: “Resta evidente l’impatto del depuratore di Roma sud, con elevati valori di Escherichia coli, senza dimenticare gli agenti inquinanti dell’Aniene”.
Ma rendere balneabile il Tevere non significa solo risolvere le criticità dal punto di vista sanitario. Rimangono, infatti, le difficoltà legate alla fattibilità ingegneristica. Per l’ecologa Gumiero la realizzazione delle spiagge non sarà semplice. La presenza di muraglioni non rende possibile allargare gli argini, soluzione invece adottata in altre città fluviali europee. “Si dovrà pensare piuttosto a isole fluttuanti sul modello di quelle di Chicago, che oltre a depurare l’acqua favoriscono un habitat per la fauna fluviale”.

Riconnettere il Tevere al tessuto cittadino

Ostacoli che, secondo l’amministrazione capitolina, potranno invece essere superati. “L’obiettivo”, sostiene la professoressa Chiavola, “sarà proprio quello di riqualificare il Tevere in ambito urbano, dal punto di vista ambientale ed ecosistemico, rendendone possibile la fruizione da parte dei cittadini”. Al momento è ancora presto per capire se verranno realizzate spiagge o infrastrutture, ma i progetti punteranno, come spiega il capogruppo Verde Bonessio, “a riconnettere il Tevere con il tessuto della città di Roma”.

Tiberis, il cuore di Roma

Un rapporto simbiotico, quello tra romani e Tevere, che si è spezzato solo con la costruzione dei muraglioni.
Come tutte le città fluviali, Roma deve al Tevere le sue origini e la connotazione di città inclusiva. Come ricorda l’archeologa Lucia Prandi, per le tante generazioni di romani succedutesi nei secoli l’elemento fiume ha plasmato l’andamento stesso della vita quotidiana.

Oggi turisti e viaggiatori provenienti da tutto il mondo si fermano ad ammirare con lo sguardo rivolto all’insù le cupole e le torri dei monumenti millenari della città eterna. Ma è poco più in basso che si trova quello che il giornalista novecentesco Armando Ravaglioli descriveva come il “monumento vivo” di Roma: il Tevere. Ed è proprio il perenne fluire della corrente tiberina il simbolo concreto del “permanere eterno di Roma in mezzo alle confluenze della storia umana”.
Non si può avere la certezza che si potrà tornare a nuotare nel fiume urbano della Capitale. Gli interventi che verranno messi in atto proveranno, però, a dare nuovamente importanza al Tiberis, il cuore pulsante dell’Urbe celebrata per secoli come Regina Aquarum.

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