ROMA – Anche se gli Europei del 2032 appaiono ancora distanti, il Viminale ha già stabilito le nuove regole per i dieci stadi italiani, candidati a ospitare il campionato di calcio continentale insieme alla Turchia. Le norme riguardano i temi della sicurezza e dell’accessibilità agli impianti.
I punti centrali del documento
Secondo il documento ministeriale, visionato in anteprima da Il Messaggero, è prevista l’installazione di telecamere per ogni tornello. Questo per riprendere il viso degli spettatori al momento dell’ingresso. Un’altra questione riguarda le control room, ovvero degli impianti televisivi a circuito chiuso per monitorare la zona degli spettatori e dell’area di servizio annessa allo stadio. Le curve non dovranno avere una capienza superiore ai 10mila posti. Inoltre, ognuna dovrà essere dotata di un posto di pronto soccorso e di sistemi per impedire contatti e scontri tra tifosi avversari.
La novità delle control room
Il testo spiega che le control room – previste per gli stadi con capienza superiore a 10mila spettatori – dovranno garantire la riconoscibilità dei volti anche nelle gare notturne e la copertura delle vie di accesso e di deflusso. Viene introdotta anche una nuova struttura organizzativa e di vigilanza: il gruppo operativo sicurezza. Sarà coordinato da un funzionario di polizia designato dal questore, e composto da un rappresentante dei Vigili, dai responsabili della sicurezza e del pronto intervento per l’impianto e da un rappresentante del servizio sanitario, della polizia locale e della squadra sportiva ospite (presenza, quest’ultima, indicata come eventuale). Non solo. Ci sarà pure un piano per la sicurezza da rispettare, che dovrà tenere conto delle prescrizioni imposte dalla Commissione provinciale di vigilanza.
I dieci stadi candidati
Entro ottobre 2026 verranno individuati i dieci stadi che ospiteranno la competizione. Nell’elenco sul sito della Uefa figurano, tra gli altri, lo Stadio Olimpico di Roma, San Siro di Milano, lo Juventus Stadium di Torino, il Diego Armando Maradona di Napoli e l’Artemio Franchi. Per questi ultimi due sarebbe però necessaria una ristrutturazione.


