ROMA – Il 24 marzo 1926 nasceva Dario Fo, uno dei più grandi artisti del teatro italiano e vincitore del premio Nobel per la Letteratura nel 1997. A 100 anni di distanza, il mondo decide di ricordarlo con un vasto programma culturale intitolato “100 anni per 100 Paesi”, con eventi in Italia e all’estero. A dare il via a questo omaggio corale è Roma, con un appuntamento al ministero della Cultura e una serata al Teatro Sistina.
Una festa che inizia da Roma
Il progetto è promosso dalla Fondazione Fo-Rame, che dal 2020 incentiva l’uscita di testi e spettacoli con il doppio autore, Dario Fo e Franca Rame. “Il centenario farà da volano per chi non si era ancora adeguato”, spiega Mattea Fo, presidente della Fondazione e nipote dei coniugi drammaturghi. Il 2026 segna i 100 anni dalla nascita e i 10 dalla scomparsa del premio Nobel per la letteratura e per celebrarne l’eredità culturale il ministero della Cultura ha in programma per il 24 marzo un evento istituzionale. In contemporanea sul palco del Sistina si alterneranno letture, ricordi e musica con familiari e amici del grande drammaturgo. Tra i presenti attori come Mario Pirovano e Ascanio Celestini, i registi Giorgio Gallione e Pino Strabioli, il fotografo Guido Harari, il giornalista Marco Travaglio.
Il ricordo di Fo in Italia e nel mondo
Per ricordarne il genio drammaturgico, teatri in tutta Italia portano sul palco opere di Fo. Al Teatro Nuovo di Pisa, l’attore Ugo Dighero porta in scena due spettacoli di Fo e Rame – “Il primo miracolo di Gesù bambino” e “La parpàja topola”. A Bagnacavallo (Ravenna), Matthias Martelli interpreta “Mistero Buffo” al Teatro Comunale Goldoni. In Toscana prenderà avvio il progetto “La guerra è una cosa serissima! (quindi la fanno i bambini… travestiti da generali)”, organizzato dalla Compagnia teatrale Chille de la Balanza. A Milano, l’omaggio di un concerto-spettacolo inedito che intreccia canzoni, teatro e diritti. Inoltre, per questo doppio anniversario nel 2026 sono previsti eventi in almeno 100 Stati, anche nei Paesi delle zone più remote.


