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Ddl stupri, il senatore azzurro Zanettin sul testo Bongiorno: “Passo in avanti”

di Sofia Landi08 Febbraio 2026
08 Febbraio 2026
Pierantonio Zanettin

Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia e membro della Commissione Giustizia del Senato

Approdato in Commissione Giustizia al Senato, il disegno di legge sulla riforma del reato di violenza sessuale è stato riformulato dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno, che ha sostituito il principio del consenso con quello della volontà contraria della vittima. Il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin chiarisce a Lumsanews i punti chiave della nuova proposta e risponde alle critiche delle opposizioni. 

Onorevole Zanettin, il nuovo testo del disegno di legge sulla violenza sessuale approvato in Commissione Giustizia al Senato ha sostituito il modello del consenso con quello del dissenso. Perché c’è stata questa modifica?

“La proposta arrivata dalla Camera non era giuridicamente sostenibile. Lo hanno detto praticamente tutti gli esperti, chi più e chi meno: professori universitari, magistrati, avvocati, indipendentemente dall’area politica di appartenenza. Non poteva essere approvato così com’era. Le critiche sono state molto ampie e profonde, non limitate a un singolo aspetto”. 

Ritiene che questa proposta tuteli di più le vittime?

“Assolutamente sì: entra nel merito delle diverse dinamiche delle aggressioni sessuali e le tipizza meglio. Introduce situazioni come il freezing, che prima non erano normate in modo diretto, e consente una valutazione più aderente alla realtà dei fatti”.

Il patto con l’opposizione è stato rispettato?

“Quel patto era soprattutto un accordo politico tra persone che probabilmente non conoscevano a fondo tutti gli aspetti legali. Come giurista, guardo all’interesse generale e alla correttezza della norma: se un accordo politico contiene errori giuridici, il mio compito è correggerli, anche se ciò significa discostarsi dall’intesa iniziale. L’importante è che il testo sia solido, chiaro e applicabile, a tutela delle vittime e della correttezza del processo”.  

Facciamo un passo indietro: quali erano le principali criticità del testo originario?

“Era un testo che non distingueva adeguatamente tra le diverse fattispecie di reato, tra situazioni più gravi e meno gravi. Inoltre prevedeva una forbice di pena eccessivamente ampia, che rischiava di creare problemi applicativi seri. Questo è un punto che io stesso ho sollevato fin dall’inizio e su cui si è poi intervenuti”. 

Si temeva che si potesse ribaltare il funzionamento del processo penale?

“C’è stata anche questa critica”. 

ll nuovo disegno di legge introduce una distinzione tra diverse ipotesi di reato e un aumento delle sanzioni. 

“Il testo della senatrice Bongiorno fa una distinzione tra le ipotesi più gravi, caratterizzate da violenza, minaccia o abuso di autorità e punite con la reclusione da sette a 13 anni, e quelle meno invasive, con pene tra sei e 12 anni. È un’impostazione che migliora la tutela e rende la norma più equilibrata e applicabile”. 

Il nuovo testo richiama i concetti di silenzio e di freezing. Entriamo nel merito del secondo comma dell’articolo: che cosa prevede nello specifico?

“Stabilisce che la volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto del contesto in cui il fatto è commesso. Viene specificato che l’atto è contrario alla volontà della persona anche quando avviene a sorpresa o approfittando dell’impossibilità di esprimere il proprio dissenso. Parliamo di situazioni molto concrete: l’aggressione improvvisa, la paura, lo stato di shock, il cosiddetto freezing. È un passo avanti rispetto alla normativa precedente, che non prendeva in considerazione queste dinamiche”. 

Secondo l’opposizione, queste precisazioni non sono abbastanza chiare e, senza un riferimento esplicito al consenso, rimarrà il rischio di vittimizzazione secondaria nei tribunali. 

“Nel diritto penale non possono esistere automatismi. La prova deve essere formata nel dibattimento, valutando il contesto, le dichiarazioni e le circostanze. È chiaro che la persona offesa è un testimone e l’imputato no, quindi il peso delle dichiarazioni è diverso, ma spostare il baricentro su automatismi presuntivi non è la strada giusta”. 

Crede che il disegno di legge rimarrà invariato dopo il lavoro emendativo?

“È prematuro dirlo. Stiamo ancora concludendo il ciclo di audizioni, poi ci sarà un confronto nella maggioranza. Posso dire che, per Forza Italia, l’impostazione data dalla senatrice Bongiorno è convincente. Ci siamo affidati molto alla sua competenza e sensibilità su un tema così delicato. Poi il confronto politico c’è e ci sarà, vedremo se e come si potrà trovare una sintesi”. 

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