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Dl Ucraina, il voto sulla fiducia alla Camera. Tajani: “Vannacciani ininfluenti”

di Clara Lacorte11 Febbraio 2026
11 Febbraio 2026
Aula

Dl Ucraina: il governo pone la fiducia alla Camera | Foto Ansa

ROMA – Il governo ha deciso di porre la fiducia sul decreto Ucraina, trasformando un passaggio parlamentare atteso in un momento di forte tensione politica a Montecitorio. Le dichiarazioni sono iniziate alle 11.50 di mercoledì 11 febbraio e dalle 13.30 ci sarà il voto, mentre dalle 16.45 il prosieguo dell’esame del provvedimento. La decisione si ricollega direttamente alla scissione della Lega e, come spiega in Aula il ministro Guido Crosetto, ha l’obiettivo di fare chiarezza su chi è fuori e chi è dentro la maggioranza. A quanto si apprende, i vannacciani alla Camera voteranno sì alla fiducia al governo sul dl Ucraina e no al provvedimento.

Vannacci conferma: “Voteremo a favore”

Una linea confermata dallo stesso Vannacci: “Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare. Infatti, ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione, a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti. Manterremo i nostri ordini del giorno che contengono l’impegno ad interrompere le forniture di armi, a favore dell’esercito di Zelensky e voteremo, altresì, contro nel voto finale. Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità”, ha dichiarato in una nota il generale.

La strategia dei vannacciani

Il gruppo legato al generale Vannacci sta gestendo la situazione con una strategia volta a creare suspense, definendosi come un interlocutore naturale del centrodestra ma mantenendo un atteggiamento critico verso la linea governativa sulle armi. In questa fase, il bersaglio principale delle loro contestazioni rimane il vicepremier Matteo Salvini, accusato di incoerenza. Edoardo Ziello, intervenendo per la prima volta come ex leghista, ha usato toni molto duri nei confronti del suo vecchio leader, rimproverandogli di “aver impedito al Parlamento di votare emendamenti” che rispecchiavano le passate posizioni del Carroccio sullo stop alle forniture militari a Kiev. Secondo quanto si apprende

Tajani: “I vannacciani sono ininfluenti sul voto”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite nel programma Start su Sky Tg24, è tornato a parlare del caso Vannacci. “Non ci sono divisioni nel centrodestra, la fuoriuscita dei tre parlamentari” con Vannacci “non significa assolutamente nulla, sono ininfluenti alla Camera dal punto di vista del della maggioranza che avrà il suo voto di fiducia” sul decreto Ucraina. E ha aggiunto: “Io sarò lì a votare ovviamente, perché si deve dare un segnale di unione, di coesione, perché noi siamo abituati a rispettare gli impegni che prendiamo. Abbiamo preso a livello internazionale l’impegno con i nostri alleati, con gli stessi ucraini, di continuare a sostenere l’Ucraina. Non siamo in guerra con la Russia” ma “continueremo ad aiutare dal punto di vista economico, dal punto di vista di aiuti civili e anche militari”.

Crosetto sminuisce mentre montano i dubbi delle opposizioni

A questo punto le interpretazioni sulle mosse del governo divergono. Mentre Crosetto sminuisce l’entità della scissione parlando di una crisi che viene evidenziata piuttosto che subita, esponenti dell’opposizione come Riccardo Magi leggono nella scelta della fiducia un modo per lasciare la porta aperta al generale. Le opposizioni, dal Partito Democratico ad AVS, chiedono invece che la premier Giorgia Meloni chiarisca se il perimetro della coalizione sia effettivamente cambiato, denunciando l’uso del Parlamento per risolvere dispute interne ai partiti.

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