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Olimpiadi, bufera sul Cio per le magliette dei Giochi di Hitler del 1936

di Elisabetta Guglielmi16 Febbraio 2026
16 Febbraio 2026
Maglietta commemorativa dei Giochi del 1936

Maglietta commemorativa dei Giochi del 1936 | Foto shop.olympics.com

MILANO – Il Comitato olimpico internazionale è finito al centro di una polemica per la vendita di una maglietta commemorativa delle Olimpiadi del 1936, utilizzate da Adolf Hitler come vetrina della propaganda nazista.

La polemica

I Giochi di Milano-Cortina verranno ricordati come le Olimpiadi dei record per l’Italia. Ma tra successi e traguardi raggiunti, si annidano polemiche politiche e propaganda. L’ultimo esempio sono le polemiche scaturite dalla vendita di merchandising commemorativo dei Giochi che si sono tenuti nel 1936 a Berlino nella Germania nazista di Hitler. 

A pochi giorni dalla cerimonia di apertura dei Giochi di Milano-Cortina, sul sito ufficiale delle Olimpiadi è comparsa una maglietta dedicata all’edizione del 1936, inserita nella “Heritage Collection” del Cio.

I capi di abbigliamento in vendita sul negozio online ufficiale shop.olympics.com, in edizione limitata, sono già andati esauriti.  Secondo quanto riportato dalla Bbc, sulla maglietta è riprodotto il poster originale dei Giochi, raffigurante un atleta con corona d’alloro davanti agli anelli olimpici e alla Porta di Brandeburgo, con la scritta “Germany Berlin 1936 Olympic Games”.

I Giochi del 1936

Pur riconoscendo il contesto storico legato alla propaganda nazista, il Cio ha ricordato che a Berlino parteciparono 4.483 atleti di 49 paesi per 149 medaglie. Molti risultati sportivi, tra cui quelli di Owens, segnarono la storia olimpica.

I Giochi olimpici di Berlino vennero organizzati tre anni e mezzo dopo l’ascesa al potere dei nazisti. Pensate da Hitler come strumento di propaganda per esaltare l’ideologia nazista e dimostrare al mondo la superiorità della razza ariana, le Olimpiadi finirono per celebrare il valore di un atleta afroamericano. Il lunghista statunitense Jesse Owens vinse quattro medaglie d’oro, sigillando il suo posto nella storia delle Olimpiadi e diventando l’atleta di maggior successo ai Giochi.

La difesa del Cio

Per il Comitato olimpico le magliette raffiguranti i Giochi del 1936 sono pensate per ricordare soprattutto Owens. Rispondendo alla bufera, il portavoce del Cio Mark Adams ha commentato che la maglietta sostiene lo spirito olimpico e i traguardi raggiunti dagli atleti del 1936 e in particolare da Jesse Owens.

Durante il punto stampa quotidiano sui Giochi di Milano Cortina, Adams ha commentato: “Non possiamo riscrivere la storia. I Giochi del 1936 si sono svolti”. Il portavoce del Cio aggiunge che “la risposta tecnica è che la validità di quei marchi registrati dipende dal nostro utilizzo. Se smettiamo di usarli, altri potrebbero potenzialmente abusarne, quindi ne produciamo un numero limitato”. Il Comitato ha difeso l’iniziativa sostenendo che la Heritage Collection celebra 130 anni di arte e design olimpico e include tutte le edizioni dei Giochi.

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