LONDRA – “La giustizia deve fare il suo corso”. Con una gelida nota che promette “sostegno e cooperazione” alle autorità inquirenti, re Carlo III taglia corto sull’arresto – e il successivo rilascio – dell’ex principe Andrea, il fratello minore finito nello scandalo degli Epstein Files. Sulla stessa linea anche il primo ministro Keir Starmer e il principe e la principessa del Galles William e Kate.
L’arresto e il rilascio dopo 12 ore
È stato prelevato da una pattuglia di agenti e funzionari di polizia nella sua residenza privata di Sandringham e rilasciato soltanto in serata dopo 12 ore di detenzione e interrogatori. L’accusa è di “condotta illecita nell’esercizio di una funzione pubblica” in relazione alle sue strette frequentazioni con il defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein.
Il filone d’indagine
Le accuse si riferiscono a un presunto abuso d’ufficio fatto emergere dagli Epstein file. Dalle email pubblicate oltre oceano, emerge che – tra il 2010 e il 2012 – Andrea ha condiviso informazioni confidenziali con “l’amico” Epstein relative a sue missioni ufficiali compiute all’epoca in Asia nei panni di emissario e testimonial commerciale del governo britannico. Un filone che si somma ad altri otto fascicoli aperti o riaperti da numerosi dipartimenti di polizia sui riflessi dello scandalo Epstein nel territorio dell’isola. A cominciare dai sospetti di traffico sessuale per i voli privati del Lolita Express, che fra gli anni ’90 e il 2018 avrebbero portato anche nel Regno decine di ragazze messe a disposizione di amici vip. Tra cui Andrea.
Come ha trascorso la giornata
Nelle scorse ore, la polizia ha perquisito tre proprietà in cui l’ex principe – che resta indagato – ha abitato e ha sequestrato diversi documenti. Una giornata particolare per l’ex principe – oggi “signor Andrew Mountbatten-Windsor” – che proprio ieri, 19 febbraio, ha festeggiato compleanno in una camera di sicurezza, in una cella singola, con bagno e lettino. Insomma: lontano dagli sfarzi e dai privilegi di cui si è sempre circondato. Ad arrestarlo sono stati gli uomini della Thames Valley Police, piombati con sei veicoli senza insegne nella residenza in cui è stato relegato di recente proprio dal re, in seguito allo sfratto dal lussuoso Royal Lodge adiacente al castello di Windsor.


