ROMA – “La scelta più importante della legislatura”. Il 22 e 23 marzo si avvicinano e il Pd alza l’asticella emotiva caricando di significato il referendum della giustizia.
Pd, “La scelta più importante della legislatura”
A farsi carico di questo sentimento è il presidente dei senatori del Partito democratico, Francesco Boccia, secondo cui non si tratta di “uno scontro tra destra e sinistra, ma un passaggio decisivo sull’equilibrio tra i poteri e sulla qualità della nostra democrazia costituzionale”. “Non è un referendum sul governo ma per una giustizia giusta”, dice dal canto suo il vicepremier e leader azzurro, Antonio Tajani. Con il ministro Tommaso Foti, anche Fratelli d’Italia prova a scongiurare la lettura politica del quesito, insistendo sulla necessità che gli italiani giudichino la riforma “nel merito”. “Non facciamoci fregare, votiamo No al referendum salva-casta”, controbatte invece il presidente del M5s, Giuseppe Conte in un video sui social.
Presidente Anm: “Rischio strumentalizzazione per denigrare la magistratura”
Si schiera sulla difensiva il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Cesare Parodi. “Ho un’assoluta certezza – spiega in un’intervista -, che verranno individuati i casi di vera o presunta mala giustizia, che saranno utilizzati strumentalmente per denigrare l’immagine della magistratura e convincere le persone a votare sì”.
Il confrontro tra Nordio e Conte il 25 febbraio
Intanto è tempo di confronti pubblici. Il 25 febbraio discuterranno sulla riforma, a Palermo, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il leader del Movimento Cinque stelle, Giuseppe Conte. Ancora Nordio sarà poi protagonista del confronto con il presidente del “Comitato Giusto dire No”, Enrico Grosso, in diretta su Skytg24 il 17 marzo.


