ROMA – Il giornalismo come “ponte di comando sulla nave dello Stato”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha citato Joseph Pulitzer per ricordare ad aspiranti giornaliste e giornalisti ricevuti martedì 14 aprile al Quirinale il loro futuro compito di “diradare nubi e burrasche, affermando sempre la verità della realtà”. Nubi e burrasche che, nei giorni degli attacchi di Donald Trump a Papa Leone XIV e a Giorgia Meloni, hanno un’origine piuttosto riconoscibile. Mattarella le ha indicate senza fare nomi, ricordando come il potere possa inebriare e far perdere l’equilibrio e lodando il monito del Pontefice contro l’autoesaltazione.
Il debito di riconoscenza verso Papa Leone
“In questo tempo di guerre, di conflitti, di contrasti – ha sottolineato il presidente – molte nebbie e burrasche ci circondano ed energie vengono richieste”. Tra i pericoli più imminenti, quello di un’autoesaltazione sempre più diffusa tra i potenti del mondo. Mattarella ha richiamato le parole di Leone XIV, “uno splendido messaggio sul potere che, ancora una volta, rende evidente il debito di riconoscenza nei confronti del Papa”. Il Pontefice, durante il suo viaggio in Africa, ha infatti esortato alla temperanza, essenziale “per l’uso legittimo dell’autorità, poiché la vera temperanza limita un’autoesaltazione eccessiva e funge da barriera contro l’abuso di potere”.
Libertà e responsabilità dell’informazione
In questo contesto, diventa ancora più evidente l’importanza di due elementi inscindibili: la libertà e la responsabilità. Mattarella ha ricordato che, mentre la libertà di stampa è garantita dalla Costituzione, la responsabilità dell’informazione dipende dai cittadini stessi, dai giornalisti, dagli editori e dalle istituzioni. Per questo, ha evidenziato il presidente, è inaccettabile che “il Servizio pubblico televisivo manchi dell’assetto dei propri organi amministrativi, con la Commissione Parlamentare di vigilanza non posta in condizione di poter espletare le sue funzioni”. Altra lacuna, il ritardo nell’attuazione del Media Information Act – regolamento europeo che vieta ingerenze politiche, tutela le fonti e garantisce finanziamenti stabili per il servizio pubblico.
Un mondo in cambiamento
Per il presidente, i cambiamenti nel mondo dell’informazione – primi fra tutti quelli portati dall’intelligenza artificiale – devono sollecitare i giornalisti “a rifuggire dal rischio di indolenza o di negligenza: le trasformazioni non mutano la natura della professione, anzi, ne accentuano, piuttosto, le responsabilità”. Ricordando il ruolo sempre più diffuso e a volte egemone dell’IA, Mattarella ha sollecitato un’urgente riflessione sul rapporto con la verità: “Occorre un’adeguata consapevolezza morale per rendere possibile il suo utilizzo a beneficio dell’umanità, con la definizione di regole”.
Gli antidoti contro le “tentazioni del potere”
A conclusione dell’incontro, il presidente ha raccontato un aneddoto: “In questo salone, numerosi anni fa, uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere. Gli ho risposto che il potere, per chi ricopre ruoli di vertice nello Stato, può inebriare e far perdere l’equilibrio”. Due sono gli antidoti che Sergio Mattarella propone a questo male: “Il primo istituzionale, con l’equilibrio tra i poteri e la distribuzione delle funzioni tra i vari organi costituzionali. Il secondo è rimesso alla coscienza personale ed è una alta capacità di autoironia. Credetemi, ragazzi: è preziosa!”.


