Ma esiste una forma di tutela giuridica per gli animali? Nella Costituzione italiana la parola compare solo una volta. La tutela della fauna e dell’ambiente è prevista dall’articolo nove, modificato nel 2022. Stesso anno in cui è stata varata la legge Brambilla, che riconosce l’animale come essere senziente.
Per l’avvocata Bernardi “dimostra la maggiore attenzione che si ha verso di loro”. Ma è un articolo generico che “non pone limiti precisi”. Le discrepanze sono evidenti tra i vari codici. Se nel penale “l’animale è un essere vivente meritevole di tutela”, nel civile viene ancora considerato res, una cosa.
Il diritto internazionale
A livello internazionale, manca una normativa uniforme. La tutela della fauna si snoda tra varie Convenzioni come quelle di Strasburgo, Berna e Bonn: “Ci sono tanti piccoli mattoni, per questo oggi il diritto animale è un mosaico”, spiega l’avvocata.
L’attenzione sta crescendo ma non è abbastanza: “Noi viviamo in un mondo specista che, tra l’altro, fa già fatica a riconoscere la sofferenza di altre persone diverse da noi. Figuriamoci di un’altra specie”, sostiene Rezzaghi. Una carenza di empatia che continua a produrre conseguenze concrete, spesso invisibili.


