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HomeSport Non solo Bodo Glimt, perché il “modello norvegese” sta conquistando lo sport

Cosa è il "modello norvegese"
alla base delle vittorie
alle Olimpiadi e in Champions

Il 93% dei bambini pratica sport

fino ai 13 anni nessuno vince o perde

di Valerio Francesco Silenzi25 Febbraio 2026
25 Febbraio 2026
bodo metodo norvegese

Il Bodo Glimt sconfigge l'Inter a San Siro | Foto Ansa

MILANO – Il Bodo Glimt elimina l’Inter dalla Champions League e approda al prossimo turno della competizione. Tra calcio – con la nazionale che sforna sempre più talenti – e Olimpiadi, dove la Norvegia è finita prima nel medagliere, è sempre più chiaro che il successo della squadra giallonera non sia un caso, ma rispecchi un modello sportivo vincente.

La disfatta dell’Inter

Mentre gran parte degli italiani erano impegnati a vedere la 76° edizione del Festival di Sanremo, a San Siro andava in scena la disfatta europea dell’Inter. Iniziata a Bodo con un 3-1 (giustificato dalle temperature polari e da un campo in erba sintetica inadeguato al livello della competizione), i nerazzuri non riescono a ribaltare il risultato in casa, ma anzi subiscono altri 2 gol. 

Le vittorie illustri del Bodo

Un’altra vittoria per i norvegesi che quest’anno sono riusciti a sconfiggere la corazzata del Manchester City e l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. L’anno scorso invece avevano eliminato la Lazio in Europa League. Non proprio dei “salmonari” quindi, come li aveva ribattezzati ironicamente l’ex calciatore Paolo Di Canio per “ridimensionare” la vittoria del turno della Roma di Mourinho proprio contro il Bodo nel 2022.

Il “metodo Norvegese”

Ma a cosa sono dovuti questi successi sportivi del paese scandinavo? C’è un doppio segreto dietro l’esplosione dello sport della Norvegia negli ultimi 20 anni: i forti investimenti sportivi sui bambini di uno dei paesi più ricchi al mondo e quello che gli esperti di allenamento definiscono ormai all’unisono “Metodo Norvegese”.

Il 93% dei norvegesi sotto i 25 anni pratica infatti attività sportiva. Inoltre, c’è un approccio innovativo sulle competizioni dei giovanissimi: fino ai 13 anni, non si vince e non si perde. Non esistono classifiche ufficiali e non si pubblicano graduatorie. Questo serve a non scoraggiare chi non sboccia subito, evitando di disperdere talenti.

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