BUDAPEST – Le tensioni tra Budapest e Kiev non si fermano. Nella giornata di ieri (5 marzo) il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che l’oleodotto dell’amicizia, che trasporta petrolio russo a Ungheria e Slovacchia, potrebbe essere riparato “in un mese e mezzo anche se non c’è nessuna ragione di sicurezza per farlo”. “Onestamente – ha aggiunto Zelensky – non lo ripristinerei”. Parole che hanno suscitato l’ira del presidente dell’Ungheria Viktor Orban, che ha minacciato di essere pronto a “usare ogni mezzo a sua disposizione” per ripristinare quanto prima le forniture di petrolio attraverso l’oleodotto.
Kiev ai propri cittadini: “Non andate in Ungheria”
Kiev sconsiglia ai propri cittadini di andare in Ungheria. Ad alimentare ulteriormente le tensioni tra Kiev e Budapest, l’arresto nella capitale ungherese di sette dipendenti di una banca ucraina accusati di riciclaggio di denato sporco. La diplomazia ucraina, in un comunicato, ha raccomandato ai cittadini ucraini di astenersi dal recarsi in Ungheria data l’impossibilità di garantire la loro sicurezza a causa delle azione arbitrarie delle autorità ungheresi”.
Trump a Zelensky: “Chiudi l’accordo con Putin”
Sul fronte diplomatico, il presidente statunitense Donald Trump, impegnato nel conflitto con l’Iran, è tornato a criticare duramente il presidente ucraino mentre il conflitto in Ucraina entra nel suo quinto anno. In un’intervista rilasciata a Politico, Trump ha affermato che “i negoziati sono in corso ma Zelensky deve darsi da fare e concludere un accordo quanto prima”. Secondo il presidente Usa, è “inimmaginabile” che sia proprio il leader ucraino a rappresentare l’ostacolo principale alla risoluzione diplomatica.


