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HomeSport Giochi Milano-Cortina, i dubbi del Comune. De Zanna: “Nessun dibattito”

Cortina, i dubbi dal Comune
dalla pista alla cabinovia
De Zanna: “Nessun dibattito”

“Le decisioni sono calate dall’alto”

Sui lavori: “Tempi troppo stretti”

di Enza Savarese19 Marzo 2026
19 Marzo 2026
olimpiadi

La consigliera comunale di Cortina Bene Comune, Roberta De Zanna

Al termine dei Giochi Olimpici a tirare le somme dal Comune di Cortina d’Ampezzo è anche la consigliera comunale di Cortina Bene Comune, Roberta De Zanna. Dalla pista da bob alla cabinovia, a Lumsanews la consigliera accende i riflettori sulle criticità post Olimpiadi.

Lei aveva già esposto i dubbi durante la fase dei lavori. Come commenta i recenti risvolti sui danni alla pista da bob?

“Desta scalpore che un impianto di quella portata dopo essere stato utilizzato per queste gare per 15 giorni possa presentare certi danni con un importo così rilevante. Non sappiamo poi chi abbia ragione con questa declinazione di responsabilità tra Simico e la Fondazione Milano Cortina. A ogni modo se questo è l’andazzo di questa pista c’è da preoccuparsi perché in futuro verrà assegnata al Comune di Cortina e se oltre ai costi che comporta l’utilizzo di questo impianto, ci devono essere anche dei rischi così gravi di danneggiamento e di ripristino dopo ogni gara comincia a diventare una cosa veramente insostenibile”.

I cittadini prima dei lavori erano stati informati dei progetti di queste infrastrutture?

“Assolutamente no, i cittadini sono sempre rimasti fuori a cominciare dal momento della candidatura. Di solito, in altre città, in altre nazioni, si fanno dei referendum, dei sondaggi, perlomeno per sentire qual è il sentimento della popolazione. Qui invece non è mai stato fatto niente, è stata una decisione calata dall’alto, presa soprattutto dal governatore del Veneto, Luca Zaia, che si è rivolto all’ultimo momento al sindaco dicendo della candidatura e il sindaco ha accettato. Così come non è mai stato mostrato un progetto, non c’è mai stata una riunione, un dibattito pubblico in cui poter capire i pro e i contro”.

Per sopperire a questo problema voi in che modo vi siete mobilitati?

“Sì, le uniche cose pubbliche le abbiamo organizzate noi con altri gruppi civici e ambientalisti. Purtroppo non siamo mai stati ascoltati e questo ha sicuramente inciso negativamente sul coinvolgimento positivo della cittadinanza di cui si è tanto parlato”.

Sulla cabinovia Apollonio Socrepes, invece, i cittadini della zona Lacedel hanno presentato un esposto per rischio frana, ma Simico li ha accusati di procurato allarme.

“I lavori sono bloccati e il rischio frana non è certo un’invenzione dei cittadini. È un fatto ampiamente documentato. Anni fa la Regione Veneto aveva cercato di fare uno studio per cercare di fermarla, ma hanno dovuto rinunciare perché è una frana molto profonda. Non è chiaro quindi su quali basi la Simico abbia potuto fare un controesposto per procurato allarme”.

Il progetto era stato inizialmente giustificato come essenziale per le Olimpiadi

“Hanno avuto tutta questa fretta perché serviva per portare gli spettatori sulle zone di gara, quindi era essenziale per gli addetti ai lavori. Questa impellenza è stata controproducente. In primis, si è passati da 25 milioni di budget iniziale a 35. In più, il primo bando è andato deserto: le due ditte più importanti, che sono la Lightner e la Doppelmayr, non hanno partecipato perché non ritenevano possibile la realizzazione in tempi così ristretti. Quindi è stato affidato direttamente alla Graffer, una ditta che non ha mai costruito un impianto di questo genere. Questa dinamica ha comportato ritardi, quindi, le Olimpiadi sono passate, l’opera così essenziale non è stata ancora conclusa”.

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