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HomeEsteri Yuri, rifugiato in Turchia: “Accusato di terrorismo per i commenti sui social”

“I giovani vengono arruolati
con l’inganno ma poi finiscono
per combattere nelle trincee”

Il rifugiato sul futuro della Russia

“Ci attende una guerra civile”

di Leonardo Macciocca22 Marzo 2026
22 Marzo 2026
Russia

(Foto Unsplashed)

Yuri (nome di fantasia) è un cittadino russo che vive a Istanbul. In Russia è stato arrestato per terrorismo e detenuto per un anno. A Lumsanews ha raccontato le sue impressioni sulla guerra e l’arruolamento dei soldati.

Quanto spesso torna in Russia?

“Per i prossimi due anni e mezzo dovrei ritornare in Russia ogni tre mesi per dei controlli, perché – secondo una decisione del tribunale – mi è stato vietato di utilizzare i social network. Devo sottopormi a qualche ispezione legale”.

C’è qualche episodio che ricorda legato alla guerra?

“Sono finito in prigione e ci sono rimasto per un anno. Ho postato alcuni commenti sull’attacco terroristico al Crocus City Hall nell’oblast di Mosca. Mi hanno accusato di terrorismo e ho passato un anno in prigione aspettando la sentenza”.

Come è cambiata la vita in Russia?

“Sta diventando sempre più folle, per me oggi è piuttosto scomodo. È sgradevole la sensazione che da un mese all’altro qualcuno possa trattarti come un nemico pubblico”.

Quali mezzi utilizza per informarsi sulla guerra?

“Utilizzo alcuni canali Telegram e i giornali”.

In Russia si parla dei problemi incontrati dai soldati russi sul campo di battaglia?

“Penso che non sia proprio un argomento pubblico: non sai mai con chi stai parlando e quali potrebbero essere le conseguenze. La maggior parte delle persone preferisce non pensare alla guerra”.

Quale fascia della popolazione viene reclutata per la guerra?

“I giovani non combattono affatto questa guerra. La maggior parte dei soldati che sono impiegati al fronte hanno circa 40 anni. Questo la dice lunga”.

Ha mai sentito parlare di giovani ragazzi che vengono reclutati con l’inganno?

“Sì, per quanto ne so, ma non ho alcuna prova concreta. L’idea più diffusa per far arruolare i giovani è che avranno ruoli militari controllati, qualcosa di simile ai videogiochi. Il rischio di ritrovarsi in trincea piuttosto che in ufficio è alto”.

Pensa che le cose cambieranno quando Putin non sarà più presidente?

“Purtroppo penso che quello che ci aspetta sia la guerra civile”.

C’è un retaggio del comunismo nella cultura russa e di guerra?

“L’eredità del comunismo non è prevalente in Russia, lo è l’eredità dello stalinismo. L’idea dell’impero. Questo è ciò che è davvero significativo”.

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