KIEV – La tregua decisa per permettere i colloqui degli inviati statunitesi Kushner e Witkoff a Mosca e a Kiev è durata solo tre giorni. Poi, sulle città ucraine, sono tornate a risuonare le sirene, seguite da massicci bombardamenti. Nella notte la Russia ha lanciato un massiccio attacco con droni e missili contro la capitale ucraina, provocando almeno due morti e sette feriti. E mentre le bombe tornano a colpire, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky punta sulla diplomazia: “Se settembre va bene, sarebbe ottimo. Prima avviene, meglio è”, ha detto riferendosi a possibili colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti.
Gli attacchi russi dopo la tregua
I raid hanno colpito e danneggiato diversi edifici a Kiev, compreso un condominio di cinque piani nel quartiere di Solomianskyi, ma l’allerta aerea, attiva intorno alle 5.30, ha interessato una dozzina di regioni ucraine. Secondo i canali che monitorano le minacce aeree, Mosca avrebbe inoltre iniziato a spostare bombardieri pesanti e missili balistici verso aeroporti più vicini all’Ucraina. La Polonia, in risposta ai movimenti, ha annunciato l’avvio di “operazioni aeree”.
Il canale diplomatico e l’accusa a Mosca
La nuova offensiva russa arriva dopo la visita degli inviati del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, impegnati nel tentativo di riavviare i colloqui per porre fine alla guerra. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga ha accusato Mosca di aver risposto alla diplomazia con le armi: “I suoi missili balistici parlano più forte delle sue parole”, ha scritto sui social, sottolineando come l’attacco sia arrivato poche ore dopo la partenza degli emissari americani.
Zelensky: “Incontro in autunno”
Zelensky, però, guarda già al prossimo passo. Il presidente ucraino ha dichiarato che un incontro tra i negoziatori di Kiev, Mosca e Washington potrebbe tenersi già a settembre. “Se tutte le parti sono d’accordo, vogliamo tenerlo anche in autunno. Se settembre va bene, sarebbe ottimo. Prima avviene, meglio è”, ha detto ai giornalisti. Una disponibilità che arriva dopo l’incontro tra Trump, Witkoff e Kushner che ha suscitato ottimismo su possibili colloqui trilaterali.
Le parole di Lavrov
Dal Cremlino, però, arriva la replica. Il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha affermato che Witkoff e Kushner hanno ribadito alla leadership russa la posizione di Trump sull’esclusione dell’Ucraina dalla Nato e sul riconoscimento della “realtà sul terreno”. Una linea che, secondo Lavrov, permette una risposta positiva da parte russa e lascia aperta la possibilità di proseguire il dialogo.
La Gran Bretagna rinnova il sostegno a Kiev
Alla nuova attività diplomatica statunitense corrisponde un rinnovato impegno britannico sulla sicurezza di Kiev. Il governo di Andy Burnham ha annunciato uno stanziamento di 100 milioni di sterline per rafforzare la difesa aerea ucraina prima dell’inverno. Nel pacchetto, mobilitato nell’ambito di un programma Nato, sono compresi anche missili Patriot, intercettori, munizioni di grosso calibro e droni.


