BERLINO – Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non usa mezzi termini per descrivere l’Afd. Il partito di estrema destra – vincitore delle elezioni in Sassonia-Anhalt con il 44% di preferenze – è “una forza distruttiva”. Il risultato non è gradito dal Bundestag e scuote anche il fronte cristiano-democratico, a tal punto da voler proibire l’esistenza stessa dell’Afd.
Dagli scranni della Cdu arriva una apertura al divieto. Hendrik Wüst, il più autorevole tra i successori di Merz, frena ma non troppo: “Metto in guardia da decisioni affrettate. Ora deve esserci una struttura nella quale queste questioni vengano esaminate con attenzione, professionalità e serietà dal governo e dai Länder”. Rimane chiaro dalle sue parole che la strada del bando “può essere soltanto l’ultima”.
Dalla vittoria in Sassonia-Anhalt, il cancelliere ha attaccato aspramente i temi portati avanti dal partito di Alice Weidel. Dalla remigrazione, considerata “pulizia etnica” al rapporto con l’Ucraina, “strumentalizzata”. Contestazioni dure, che finiscono per cucire sull’Afd “il disprezzo per le istituzioni democratiche”.


