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HomeEsteri Medio Oriente, l’Iran colpisce navi americane nel Golfo. Usa: “Attacchi falliti”

Medio Oriente, L'Iran attacca
petroliere americane nel Golfo
Usa: "Nessuna nave colpita"

La rappresaglia dei pasdaran

dopo gli attacchi Usa di ieri

di Valerio Francesco Silenzi09 Settembre 2026
09 Settembre 2026
Droni iraniani

Droni iraniani | Foto Ansa

TEHERAN – Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Le Guardie Rivoluzionarie di Teheran hanno dichiarato di aver attaccato oggi due navi statunitensi, otto petroliere e altre dieci imbarcazioni. Una rappresaglia contro gli attacchi statunitensi che ieri avevano colpito cinque petroliere iraniane nel Golfo Persico. I pasdaran hanno dichiarato di aver bombardato anche una base militare americana in Giordania.

L’attacco è stato smentito dal Comando Centrale degli Stati Uniti: “Nessuna nave da guerra della Marina statunitense è stata colpita. Tutti i tentativi di attacco delle Guardie Rivoluzionarie sono falliti”.

Lo stallo diplomatico tra Usa e Iran

“La soluzione all’attuale tensione nella regione è semplice. Il ritorno e il rispetto degli impegni assunti da parte degli Stati Uniti nell’ambito del Memorandum apriranno la strada al ritorno alla normalità e alla cessazione delle tensioni” afferma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Il fatto che le posizioni restino in stallo è però reso evidente dalle parole di Donald Trump che durante una commemorazione per l’anniversario dell’attentato dell’11 settembre 2001 ha detto: “Ci stiamo battendo contro un Paese che vorrebbe l’arma nucleare. Ma non l’avrai mai: l’Iran non l’avrà mai”.

Le reazioni di Israele alle sanzioni contro i coloni

Nel frattempo, la situazione in Medio Oriente si è fatta ancora più tesa a causa della guerra diplomatica tra Israele e Regno Unito. A innescarla, le sanzioni senza precedenti imposte l’8 settembre dal governo britannico contro il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani illegali nei territori palestinesi occupati. Un provvedimento al quale hanno aderito in tutto 11 Paesi: Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia.

Una svolta segnata dalle dure parole di condanna da parte britannica nei confronti dei “coloni terroristi” e del governo di Benyamin Netanyahu, accusato senza mezzi termini di coprire scenari di “pulizia etnica”. Furibonda la reazione di Tel Aviv che ha disposto la chiusura del consolato inglese a Gerusalemme est e ha parlato di accuse “scandalose e false”.

Pd e M5s: “La scelta dell’Italia di non aderire è senza di dignità”

Intanto, in Italia l’opposizione critica il governo per la decisione di non aderire alla mozione dei 12 Stati contro i coloni. Per Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle si tratta di una scelta senza dignità. “Io sono sempre a favore di decisioni condivise dell’Unione Europea, anche in materia commerciale, altrimenti si rischia di distorcere il mercato interno” taglia corto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. La tesi della linea unitaria si scontra però con i precedenti di Bruxelles: lo scorso 9 luglio la Commissione Europea aveva presentato tre proposte di sanzione per limitare l’importazione di merci dai territori occupati. Un’iniziativa naufragata e bloccata proprio dal veto dell’Italia, al fianco della Germania. 

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