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HomeEsteri Trump show a Dallas: “Se vinciamo darò 5.000 dollari a ogni americano”

Trump show a Dallas
Se vinciamo darò 5.000 dollari
a tutti gli americani

Il mega comizio tra promesse e timori

"Fate finta che sulla scheda ci sia io"

di Sofia Silveri10 Settembre 2026
10 Settembre 2026
trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il suo discorso in occasione della prima giornata della Convention Nazionale Repubblicana (RNC) di metà mandato all’American Airlines Center di Dallas, in Texas, USA | Foto Ansa

DALLAS – Il presidente statunitense alla convention repubblicana in Texas ha parlato per due ore nell’arena dei Mavericks dell’Nba. Donald Trump ha chiamato a raccolta i repubblicani in vista del voto di novembre, ma il suo discorso, che ha alternato promesse a rivendicazioni, ha fatto anche nascere non pochi timori nel suo stesso partito.

La prima convention mai organizzata per le midterm

“Benvenuti alla prima convention per le elezioni di midterm mai organizzata da un partito. C’è voluta un po’ di immaginazione, ma ci abbiamo pensato noi”, così Trump ha accolto i suoi elettori a Dallas. Negli Stati Uniti, infatti, eventi di questo genere si tengono esclusivamente in vista delle elezioni presidenziali.

La scelta è stata dettata dal bisogno del presidente di reagire ai sondaggi negativi sul suo operato e ricompattare la base MAGA. “Tra 55 giorni – ha detto Trump – gli americani andranno alle urne per una delle elezioni più importanti della storia del Paese. Il vostro voto deciderà se inciamperemo ai blocchi di partenza dei prossimi 250 anni oppure se faremo passi in avanti”.

Le promesse di Trump

Oltre al dividendo Trump di 5.000 dollari, soldi promessi dal presidente a tutti gli americani adulti in caso di vittoria alla Camera e al Senato, è arrivato anche l’annuncio di una “legge contro l’invasione del Paese” e la promessa di un “piano sanitario” per “fermare tutti i pagamenti pubblici alle grandi compagnie assicurative”. Proposte lanciate senza dettagli su contenuti o tempi di realizzazione. Se da un lato ci sono state le promesse, dall’altro il presidente ha puntato a trasformare il voto di novembre in un voto su di lui: “Fate finta che io sia sulla scheda elettorale”, ha chiesto agli elettori. Un appello che però ha preoccupato le alte sfere del partito, dato che in molti temono che proprio l’eccessiva personalizzazione del voto possa portare a una sconfitta dei candidati repubblicani. A due anni dall’insediamento, infatti, i recenti sondaggi del Financial Times mostrano che il gradimento del presidente è crollato al 33%.

Attacco ai democratici

Sul palco di Dallas non è mancato l’attacco di Trump ai democratici, definiti genericamente come “comunisti”: “Se consegniamo a loro il futuro dell’America, passeremo il prossimo decennio a cercare di rimetterci in piedi. Sarebbe una tragedia”. Sostenendo che, in caso di un trionfo dem alle midterm, gli Stati Uniti perderanno tutto ciò che hanno ottenuto con lui: tagli alle tasse, sicurezza e confini chiusi.

Occhi puntati sul Texas

Il presidente ci ha tenuto poi a sottolineare l’importanza del Texas. Tra i candidati repubblicani ha citato soprattutto Ken Paxton, procuratore generale dello Stato, definendolo “il miglior procuratore di tutti gli Usa”. La convention, ribattezzata Trump-a-Palooza dai vertici del partito, proseguirà oggi – 10 settembre – con il discorso del vicepresidente JD Vance e un nuovo intervento conclusivo di Trump.

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