ROMA – Continua la discussione generale in Aula al Senato sulla Legge elettorale, tema che riaccende le tensioni all’interno della maggioranza. Al centro resta il nodo delle preferenze: Fratelli d’Italia starebbe valutando una serie di emendamenti del Pd che ripropongono le preferenze pure per tutti gli eletti, senza i capilista bloccati. Una scelta che incontra il muro alzato da Forza Italia. Gli azzurri minacciano: “Così salta tutto. I nostri alleati siano coerenti”. Esprimendo parere sugli emendamenti, il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati ha sottolineato che la legge elettorale non nasce per opportunismi ma per dare opportunità: “L’obiettivo resta la stabilità”. Intanto, è in corso una riunione di maggioranza. Presenti – tra gli altri – alcuni tecnici della maggioranza e capigruppo, oltre alla ministra Elisabetta Casellati e il presidente della commissione Affari Costizionali Andrea De Priamo.
L’emendamento sulle preferenze e la provocazione di Vannacci
Centrale nel dibattito in Aula è la questione relativa alle “preferenze pure”, un sistema che prevede che tutti i parlamentari vengano eletti esclusivamente in base ai voti nominali ricevuti dagli elettori, senza paracadute o nomine dall’alto per i capilista. FdI sarebbe pronto a sostenere una serie di emendamenti del Pd sulle preferenze pure. Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci provoca il partito della premier Meloni: “Voti l’emendamento per le preferenze pure”, perché “analogo a quello che noi di Futuro Nazionale avevamo presentato alla Camera”. Il sub-emendamento – presentato ieri – introdurrebbe preferenze libere, senza candidati blindati. Una mossa, quella del leader di Futuro Nazionale, che ha come obiettivo quello di spaccare la compattezza nella maggioranza. Nelle scorse ore, infatti, l’ipotesi aveva scatenato l’ira di Forza Italia: “Così salta tutto. Siamo stati coerenti e leali, ora ci aspettiamo che lo siano anche i nostri alleati”, la minaccia degli azzurri.
L’attacco di Renzi in Aula
Durante il dibattito in Senato, l’ex premier e leader di Italia Viva Matteo Renzi ha sferrato un duro attacco all’esecutivo, invitando direttamente la presidente del Consiglio a non cedere ai diktat degli alleati: “Rivolgo un appello alla premier Meloni: non si faccia impaurire da Tajani e Salvini. Voti per le preferenze pure nella legge elettorale e, se Forza Italia e Lega votano contro, dichiari chiusa questa esperienza di governo e ci porti alle elezioni”.
La soglia del premio di maggioranza e la norma anti-cespugli
Nel tentativo di trovare una quadra finale sullo Stabilicum, la maggioranza continua a limare il testo. Resta confermata al 42% la soglia minima per far scattare il premio di maggioranza, mentre tramonta definitivamente l’ipotesi del ballottaggio per l’opposizione di Lega e FI. Sul tavolo rimane aperta anche la questione della norma “anti-cespugli”, legata al computo delle liste sotto il 2% o l’1%: dal Quirinale sarebbero filtrate perplessità sui rischi di distorsione del voto popolare nel calcolo complessivo del premio di coalizione. Il calendario fissa a martedì 15 settembre il voto finale a Palazzo Madama, per poi far approdare la riforma alla Camera il 28.


