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HomeEsteri Jet di Zelensky “quasi colpito da un drone” in Moldavia

Zelensky nel mirino di Mosca
drone sfiora il suo jet
mentre lascia la Moldova

Il presidente era diretto in Norvegia

La Nato fa decollare i caccia

di Tommaso Di Caprio10 Settembre 2026
10 Settembre 2026
Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina

Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina | Foto Ansa

CHISINAU –  Nella giornata di ieri, l’aereo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe stato quasi colpito da un drone nelle fasi di decollo dalla Moldova. A rivelarlo è stato il premier norvegese Jonas Gahr Store, lasciando aperta l’ipotesi di un tentativo, poi sfumato, di sorprendere l’airbus 319 sul quale viaggiava Zelensky, che stava andando a Oslo per partecipare ai funerali del Re Harald V di Norvegia. La notizia è stata ridimensionata dagli ucraini: il presidente non avrebbe corso alcun rischio.

La ricostruzione dell’incidente

Il drone, un modello di fabbricazione russa, sarebbe partito dalla penisola di Crimea, territorio sotto il controllo di Mosca dal 2014, e da lì avrebbe poi sorvolato la Transnistria – regione semi autonoma e filorussa della moldava – arrivando quindi nei cieli della capitale moldava.

L’incursione russa è stata registrata dai sistemi di allerta della Nato. I caccia dislocati nell’area a ridosso del Mar Nero si sono alzati in volo per allontanare la minaccia. Diversi però i dubbi da chiarire: da quanto è stata grave la minaccia, ai ritardi nella partenza per le operazioni di pattugliamento dei jet dell’Alleanza, fino alle ragioni dietro la scelta di attaccare il presidente ucraino proprio in questa fase, mentre i negoziati sembrano aver ripreso vigore.

I precedenti attentati

I tentativi russi di colpire direttamente il presidente ucraino risalgono alle prime settimane del conflitto tra Kiev e Mosca. Squadre d’élite di combattenti ceceni e membri della brigata di mercenari della Wagner avevano provato a uccidere Zelensky quando erano state paracadutate nella capitale ucraina per decapitare il governo. Due anni dopo, nel 2024 era stato un missile esploso a 500 metri dal porto di Odessa – dove il presidente ucraino si trovava insieme al premier greco Mitsotakis – a creare problemi ai servizi di sicurezza ucraini. 

La debolezza ucraina

A spingere Mosca potrebbe essere stata la difficile condizione in cui versano le difese di Kiev, a corto di missili e intercettori in grado di abbattere droni e minacce in volo. L’allarme è stato rilanciato dal The Economist. Secondo il settimanale britannico “L’Ucraina ha quasi esaurito le scorte di missili Aim-120 e Aim-9 di fabbricazione americana, destinati ai caccia F-16, utilizzati per intercettare i missili da crociera russi e i nuovi droni a reazione”. Mentre “Mosca produce ogni mese circa 3000 droni Geran-4 e Geran-5, che volano a velocità fino a 600 km/h.”

Senza nuove forniture da parte degli alleati, sottolinea l’Economist, l’Ucraina avrà difficoltà a difendere anche i centri di comando. Perché “Kiev sta esaurendo anche le scorte di missili Pac-3 per i sistemi Patriot ed è improbabile che gli Stati Uniti forniscano nuovi quantitativi consistenti di missili, a causa dell’esaurimento delle scorte americane dovuto alla guerra con l’Iran”. 

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