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Gli Houti conquistano
la costa del Mar Rosso
Bin Salman chiama Trump

Non ci saranno interventi dagli Usa

Onu: "Sempre più civili tra i morti"

di Greta Giglio11 Settembre 2026
11 Settembre 2026

Combattenti Houthi gridano slogan per la campagna di mobilitazione durante l'offensiva contro le truppe governative sostenute dall'Arabia Saudita, Sana'a, Yemen, 10 settembre 2026 | Foto EPA/Yahya Arhab

MOCHA – Dopo un’offensiva durata 18 ore, gli Houti hanno preso il controllo dell’intera costa del Mar Rosso nello Yemen dopo aver conquistato la città aeroportuale di Mocha. Il primo ministro dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman chiede l’intervento statunitense nella regione, ma dall’amministrazione Trump arriva il rifiuto: nessuna azione diretta contro gli Houthi.

La conquista dello stretto di Bab al-Mandeb

Nella giornata di ieri, 10 settembre, i ribelli yemeniti filoiraniani hanno conquistato Mocha, città da cui le forze governative sostenute dall’Arabia Saudita si erano appena ritirate. Il controllo degli Houthi si estende ora fino allo stretto di Bab al-Mandeb, cruciale nodo strategico per le rotte commerciali mondiali, porta di accesso al Mar Rosso e quindi al canale di Suez. Nelle stesse ore, secondo quanto riportato da Al-Masirah, canale televisivo di proprietà degli Houthi, le forze militari saudite hanno effettuato due raid aerei contro l’aeroporto di Mocha.

Bin Salam: “Trump intervenga come in Iran”

Mentre gli Houthi conquistavano Mocha, il principe ereditario saudita bin Salman chiamava il presidente americano Trump esortandolo a intervenire contro i ribelli. Le due chiamate a Washington, però, non avrebbero trovato terreno fertile: due funzionari statunitensi hanno riferito alla testata Axios che al momento l’amministrazione Trump “non ha in programma di intervenire direttamente”, ma il supporto passerà attraverso informazioni di intelligence fornite all’Arabia Saudita.

Onu: “Inizia una nuova pericolosa fase della guerra in Yemen”

La conquista di Bab el-Mandeb suscita una “serie di preoccupazioni” per la libertà di navigazione in uno degli stretti più vitali del mondo, riferisce l’inviato speciale delle Nazioni Unite Hans Grundberg, sottolineando che dall’inizio del mese i combattimenti in Yemen si sono intensificati. Il bilancio continua a salire: quest’estate, i bombardamenti attribuiti agli Houti contro i campi profughi di Marib avrebbero causato la morte di bambini e distrutto i rifugi. “La questione che ora si pone alla comunità internazionale – avverte Grundberg – non è più se la guerra in Yemen riprenderà, ma come rispondere a una nuova fase più pericolosa. Bisogna impedire che il conflitto si estenda”.

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