WASHINGTON – Oltre 260 voti favorevoli e l’omaggio all’ex senatore e promotore del provvedimento Lindsey Graham, scomparso lo scorso luglio. Il Congresso Usa approva il “Graham Act”, un vasto pacchetto di sanzioni contro la Russia, il primo sotto la presidenza di Donald Trump contro Mosca. E a meno di 50 giorni dalle elezioni di metà mandato, la Camera a maggioranza repubblicana torna a chiedere al capo della Casa Bianca lo stop alle operazioni militari in Iran. Intanto, secondo Axios, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu in programma martedì prossimo a New York, Trump dovrebbe incontrare i leader del Golfo.
Che cosa prevede il “Graham Act”
La strategia alla base del provvedimento è chiara: colpire funzionari e settori chiave dell’economia russa; privare il leader del Cremlino Vladimir Putin delle risorse necessarie per condurre la guerra contro l’Ucraina. Non a caso, il disegno di legge interessa il settore energetico e quello della difesa, oltre alla cosiddetta “flotta ombra”: la rete di petroliere utilizzate per aggirare le sanzioni occidentali e continuare a esportare il greggio.
Stop alle ostilità in Iran o via libera del Congresso
Il provvedimento – approvato con 220 voti e per ora simbolico – impone all’inquilino della Casa Bianca di mettere fine alla guerra in Iran o di richiedere l’autorizzazione del Congresso. È la terza volta che l’Aula avanza questa richiesta. Non è chiaro se il Senato valuterà la misura prima di novembre. Quel che è certo è che una risoluzione simile era stata approvata dalla Camera a luglio, ma non è ancora stata presa in considerazione dalla Camera Alta.
L’incontro con i leader del Golfo
Al centro del colloquio – al quale dovrebbe partecipare anche una platea più ampia di leader di Paesi arabi e islamici – ci saranno le proposte americane per una strategia post-bellica. Un incontro, in sostanza, per discutere i passi successivi sul conflitto con l’Iran.


