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HomePolitica Legge elettorale, sulle pregiudiziali primo voto segreto tra tensioni e timori

Legge elettorale alla Camera
Oggi voto sulle pregiudiziali
7 o 8 ottobre scutrinio finale

Timori del fuoco amico nel centrodestra

Opposizioni: "Testo incostituzionale"

di Pietro Bazzicalupi01 Ottobre 2026
01 Ottobre 2026
legge elettorale iter

Deputati in Aula alla Camera dei Deputati | Foto Ansa

ROMA – La legge elettorale arriva alla Camera per l’ultimo decisivo passaggio, dopo il via libera incassato al Senato. Il primo voto a scrutinio segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni è previsto per le 13,30 di oggi, giovedì 1 ottobre, mentre il voto finale sul provvedimento è atteso tra il 7 e l’8 ottobre. Un passaggio che si annuncia delicato per la maggioranza, anche alla luce del rischio di “fuoco amico” tra i banchi del centrodestra.

I timori per possibili franchi tiratori

A mostrare meno entusiasmo per lo “Stabilicum” sono Lega e Forza Italia e, secondo alcune proiezioni, una bocciatura della riforma potrebbe dare il via a una drastica riduzione degli eletti proprio tra gli azzurri e i membri del Carroccio. Riflettori puntati, quindi, sui due scrutini segreti, considerati lo snodo cruciale. Un clima rovente a cui si aggiunge anche il tema dei controlli nelle votazioni: a differenza di luglio, quando alcuni dipendenti del gruppo Fratelli d’Italia realizzarono video nella zona dei giornalisti, la tribuna stampa centrale sarà interdetta agli staff. 

Le critiche delle opposizioni

Sul fronte delle opposizioni, intanto, proseguono le critiche alla riforma. Nel mirino ci sono le preferenze, i capolista non alternati per genere, il premio e l’indicazione del candidato presidente del Consiglio. Il leader di +Europa Riccardo Magi ha iniziato uno sciopero della fame contro l’aumento delle firme: l’obiettivo è ottenere almeno la possibilità di raccogliere digitalmente le firme. Dure contestazioni anche sul testo. “È una legge che consideriamo incostituzionale, l’ennesima forzatura”, ha detto il leader di Avs Nicola Fratoianni puntando il dito contro la presidente del Consiglio Meloni. “Siamo pronti al voto in qualsiasi momento. L’abbiamo detto mille volte, anzi prima lasciano Palazzo Chigi e meglio è, non per noi, ma per gli italiani”, ha incalzato Fratoianni. Ad accodarsi sul tema dell’incostituzionalità sono anche Pd e Movimento 5 Stelle. 

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