Prescrizione, ok del Cdma riforma processo penalema è scontro con Italia Viva

Renzi: "Tornare al voto? Possibile" Conte: "Iv ci dica cosa vuole fare"

Il disegno di legge sulla riforma del processo penale è stato approvato in Consiglio dei ministri dopo un duro botta e risposta all’interno delle forze di governo. Da un lato c’era l’istanza dei dem tesa ad accorciare i tempi dei procedimenti, per garantire una risposta più rapida alla domanda di giustizia dei cittadini. Sull’altro versante una delle battaglie simbolo del M5s per il blocco della prescrizione. La sintesi è che il ddl comprenderà anche il lodo Conte-bis, proposto da Leu, che modifica in parte la riforma Bonafede.

L’inserimento del lodo Conte-bis ha portato Italia Viva a disertare il Consiglio dei ministri di ieri. “Quando si lavora con serietà, responsabilità e impegno i risultati seppur faticosi arrivano”, ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte secondo cui l’assenza di Italia Viva è una loro sconfitta. “Italia Viva ci dica cosa vuole fare, lo deve chiarire non solo a me ma anche al Paese” ha detto il premier.

“Se ci sarà una mozione di sfiducia al ministro Bonafede il sottoscritto per assicurare credibilità alla politica ne trarrà tutte le conseguenze”, afferma Conte rispondendo a chi gli chiede se, dopo una simile mossa di Iv, salirà al Colle.

Per Conte il problema è Renzi, non il suo partito. “Italia Viva per me ha pari dignità. Se andiamo a guardare le misure che ha fatto passare, queste sono ben superiori a quel 3% e altre forze più consistenti non si sono lamentate” ha spiegato il premier.

Renzi da parte sua non esclude nemmeno il ritorno alle urne. “Ci sono diverse possibilità: la prima è che il governo si metta a lavorare e vada avanti; la seconda è che il governo apra la crisi e ci sarà un altro esecutivo ancora; la terza è che si torni a votare. Io sono disponibile a tutte e tre”, ha concluso il leader di Italia Viva.

Matteo Salvini, ai microfoni di Radio 24, attacca: “Noi ci occupiamo di problemi reali, di cantieri, di infrastrutture, di temi veri mentre da un mese la maggioranza si scanna sulla giustizia e sulla prescrizione. Noi non stiamo zitti, ma una volta che abbiamo detto la nostra sulla Giustizia non possiamo inseguirli tutti. Ora la gente capisce perché la Lega questa estate ha lasciato il governo e sette ministeri. Le elezioni continuano ad essere la via maestra”.

Giuseppe Galletta

Nato a Messina il 2 Giugno 1988. Dopo la maturità scientifica conclude gli studi presso l’Università di Messina conseguendo la laurea in Giurisprudenza arricchita dalla frequentazione della Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Nel 2018 entra a far parte del Master di Giornalismo presso l’Università Lumsa di Roma.