Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano / Foto Ansa

Il governo approva sostegni per lavoratori intermittentidel mondo dello spettacolo

Sangiuliano: "Una grande svolta per coloro che hanno un reddito basso"

ROMA –  Sostegni economici a favore dei lavoratori intermittenti dello spettacolo. A introdurli l’esecutivo, che nel Consiglio dei ministri del 28 novembre ha approvato in via definitiva il decreto legislativo sul riordino e la revisione degli ammortizzatori e delle indennità, nonché l’introduzione di un’indennità di discontinuità in favore dei lavoratori dello spettacolo. Il provvedimento ­- risultato della sinergia tra il ministero della Cultura e quello del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme ai tecnici dell’Inps – è stato commentato con entusiasmo dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che l’ha definito “una grande svolta per i lavoratori dello spettacolo con un reddito basso” che operano “strutturalmente in modo discontinuo”.

La copertura finanziaria del “Fondo per il sostegno economico temporaneo – SET” sarà di 100 milioni nel 2023, di 46 nel 2024, di 48 nel 2025 e di 40 a decorrere dal 2026. A finanziare il Fondo saranno anche gli oneri contributivi previsti a carico dei datori di lavoro, dal contributo di solidarietà a carico dei lavoratori iscritti al Fondo pensione dei lavoratori dello spettacolo e della revisione e dal riordino degli ammortizzatori sociali e delle indennità. Beneficiari del provvedimento saranno circa 26mila lavoratori discontinui dello spettacolo per le attività connesse direttamente con la produzione e la realizzazione di spettacoli o in modo meno diretto rispetto al settore dello spettacolo, come maschere teatrali o guardarobieri. Nel 2024 – sfruttando la copertura finanziaria di 40 milioni di euro – ai lavoratori andranno in media circa 1.500 euro annui che, in alcuni casi, potrebbero arrivare anche a 2.200.

Una misura che, come evidenziato da Sangiuliano, assicura “una forma di sostegno al reddito necessario e fondamentale”, alla quale si affiancheranno anche “percorsi di formazione continua e di aggiornamento professionale”. Oltre a questi benefici, tanto economici quanto formativi, ve ne saranno altri di carattere previdenziale. L’Inps, infatti, accrediterà a questi lavoratori anche una contribuzione figurativa.

Maddalena Lai

Sarda, laureata in Giurisprudenza e aspirante giornalista. Mi piacciono la scrittura, la politica e i diritti. Ho una vocazione per le cause perse e le domande scomode.