La presidente della Bce Christine Lagarde / Foto Ansa

Bce, tassi fermi al 4,50%Lagarde: "Inflazione? Non abbassiamo la guardia"

La Bce avverte: "Crescita contenuta" Normalizzazione di bilancio con il Pepp

ROMA – Dopo la decisione di ieri, 13 dicembre, della Federal Reserve – la banca centrale degli Stati Uniti d’America – anche la Bce ha deciso di mantenere fermo il costo del denaro.

Il tasso sui rifinanziamenti principali resta infatti fermo al 4,50%. Quello sui depositi al 4%, mentre quello sui prestiti marginali al 4,75%. Stessa linea intrapresa anche dalla Bank of England. La BoE ha deciso infatti di lasciare invariati i tassi d’interesse britannici al 5,25% per il secondo mese di fila. Una decisione arrivata dopo i 14 rialzi consecutivi adottati in chiave anti inflazione. Decisione analoga presa dalla Banca centrale Svizzera (Bns) che ha lasciato i tassi fermi all’1,75%.  

“Non crediamo che sia tempo di abbassare la guardia, c’è ancora lavoro da fare”. Sono queste le prime indicazioni della presidente della Bce, Christine Lagarde, nella conferenza stampa che ha seguito l’ultima riunione del 2023 del Consiglio direttivo. Lagarde ha poi ha ribadito che i tassi resteranno a un livello restrittivo per tutto il tempo necessario. La Bce si attende che la crescita economica resti contenuta nel breve periodo.

Sul tema dell’inflazione per la presidente della Bce il messaggio chiave è “non abbassare la guardia”. Secondo le ultime proiezioni per l’area dell’euro l’inflazione dovrebbe ridursi gradualmente nel corso del prossimo anno, per poi avvicinarsi all’obiettivo del Consiglio direttivo del 2% nel 2025. Nel concreto, le stime degli esperti evidenziano che l’inflazione complessiva si colloca in media al 5,4% nel 2023. Nel 2024 si arriverà al 2,7% e al 2,1% nel 2025. Infine, nel 2026 il dato dovrebbe attestarsi sull’1,9%. 

Sul Pepp – il programma pandemico di acquisto dei titoli – Lagarde ha poi aggiunto che “ha servito il suo scopo, la pandemia è finita, e la normalizzazione del bilancio della Bce è benvenuta”, escludendo un rischio di frammentazione dei mercati dell’area euro.

Alessandro Raeli

Nato nel '98 nella terra del sole, del mare e del vento. Mi sono laureato in Interpretariato e Comunicazione all'Università Iulm di Milano, dove ho successivamente conseguito la laurea magistrale in Traduzione Specialistica. Appassionato di Formula 1 e dello sport in generale, sogno di diventare giornalista sportivo.