ROMA – Utilizzare le accise mobili per contrastare l’aumento del prezzo di benzina e gpl. Mentre il petrolio supera i 100 dollari al barile, il governo di Giorgia Meloni propone un nuovo decreto sulle accise per arginare la crisi del carburante.
Il taglio alle accise
L’ultima legge di bilancio ha stabilito accise uguali sia per la benzina che per il diesel, con un costo di 67 centesimi al litro. A questo si aggiunge l’Iva, il 22% sul prezzo complessivo. Proprio l’Iva è elemento chiave del meccanismo delle accise mobili: con l’aumento del prezzo alla pompa, aumenta anche l’incasso dello Stato tramite l’Iva.
Previste tasse su extraprofitti
Un’ulteriore misura per frenare il prezzo del carburante sono ulteriori tasse che la premier Meloni vorrebbe imporre alle aziende sugli extraprofitti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso specifica: “Se emergessero fenomeni speculativi, siamo pronti a reagire anche con una tassazione compensativa. Nessuna tregua a chi specula”.
Il ministro Urso: “Monitoriamo la rete dei carburanti”
Secondo il ministro Urso, oggi il governo ha strumenti più efficaci “per contrastare la speculazione e stroncare la spirale inflattiva”. Uno di questi è il sistema di monitoraggi sulla rete di distribuzione, che attiva la Guardia di Finanza: “Il Comitato di allerta rapida è stato attivato prontamente già una settimana fa – dichiara il ministro – e abbiamo realizzato una task force operativa”. Riguardo l’export verso i Paesi del Golfo, il ministro auspica un accordo di libero scambio “con gli Emirati e, se possibile, anche con il Consiglio di cooperazione del Golfo”.


