Bomba a Fano: i cittadini possono ritornare a casa

Foto Ansa

“Il pericolo è cessato, l’ordigno si trova a due miglia al largo di Fano”. Queste le parole del sindaco Massimo Seri poche ore fa, quando la cittadina marchigiana ha potuto tirare un sospiro di sollievo preparandosi  a tornare alla normalità.

È in corso di completamento l’operazione che porterà alla rimozione dell’ordigno bellico da 220 chilogrammi trovato nella notte in un cantiere e innescato involontariamente durante i lavori. La bomba risulta essere stata sganciata da un aereo britannico durante la Seconda guerra mondiale. Per ragioni di sicurezza, nella mattinata, sono stati fatti evacuare oltre 20 mila abitanti di Fano, nello specifico quelli residenti nella “zona rossa” di 1800 metri intorno al luogo del ritrovamento.

L’ordigno è stato trasportato in mare dagli artificieri dell’esercito con l’aiuto della Marina militare. Coinvolti anche la Protezione civile, le forze dell’ordine, la Croce Rossa e il Reggimento Genio ferrovieri di Bologna. Occorrerà attendere almeno 4 o 5 giorni però, perché gli esperti possano decidere se far esplodere l’ordigno in sicurezza oppure depositarlo in mezzo al mare.

 

Giulia Turco

Giulia Turco, 22 anni. Approda al Master in Giornalismo dopo la Laurea triennale in Lettere Moderne, conseguita a Bologna, la sua città. Inglese, francese, spagnolo le lingue apprese durante gli studi, che le permettono di coltivare una delle sue più grandi passioni: il viaggio. Parole chiave: curiosità, passione, determinazione. Fanno di lei un occhio attento, pronto a cogliere e interpretare i grandi e piccoli cambiamenti delle società di oggi.