Regno Unito, Boris Johnsonall'attacco in Parlamento"Sfiduciatemi o Brexit"

Il premier ricorda Cox, uccisa nel 2016 "Leave per onorare la sua memoria"

“Attuare la Brexit è il miglior modo per attenuare le tensioni nel Paese e ‘onorare’ la memoria di Jo Cox”. Coda polemica nella notte dopo le parole pronunciate dal primo ministro britannico Boris Johnson durante l’accesissimo dibattito alla Camera dei Comuni.

L’uscita del Primo Ministro su Jo Cox, la deputata laburista uccisa nel 2016 durante la campagna referendaria, è nata in risposta alla parlamentare di opposizione, Paula Sheriff, che ha chiesto a Johnson di misurare il linguaggio e di non accusare i sostenitori d’un rinvio della Brexit di volere la resa. Sheriff ha quindi ricordato il marchio di traditrice riservato alla Cox dallo squilibrato e simpatizzante di ultradestra che la uccise mentre faceva campagna a favore del Remain prima del referendum sulla Brexit di 3 anni fa.

Per l’opposizione laburista si è trattato di un linguaggio “pericoloso e fuori luogo”. Accuse pensanti che cadono nel giorno della riapertura del Parlamento, dopo il verdetto della Corte che ha giudicato inammissibile la sospensione dei lavori 5 settimane voluta da Johnson.

Di lì a breve la reazione del vedovo di Jo Cox, Brendan, che si è detto ‘disgustato’ da quanto accaduto: “Il modo migliore per onorare Jo è per tutti noi difendere ciò in cui crediamo, non importa quali siano le nostre convinzioni, con passione e determinazione”, ha spiegato via Twitter Brendan Cox. “Bisogna farlo senza mai demonizzare l’altra parte – ha precisato il vedovo – e tenendo presente sempre ciò che abbiamo in comune”.

Durissima anche la leader liberal-democratica Jo Swinson, che ha bollato come “totalmente vergognose” le risposte date da Johnson.

Intanto il Primo Ministro ieri ha sfidato apertamente il Parlamento: “Il popolo di questo Paese ne ha abbastanza. – ha affermato Johnson alla Camera dei Comuni – Questo Parlamento deve o farsi da parte” e permettere che “la Brexit sia fatta” o “presentare una mozione di sfiducia ed affrontare finalmente il giorno del giudizio di fronte agli elettori”.

Matteo Petri

Giovane studente appassionato di giornalismo, filosofia e musica. Nato nella provincia toscana di Lucca nel 1995, diplomato allo scientifico e laureato in filosofia a Pisa nel 2017. Compulsivamente curioso di natura, assillatore di domande professionista. Vespista, nonché bassista nel tempo libero.