Calais, il giorno dopo
Prosegue lo sgombero
In mille ancora nel campo

Iniziano adesso le operazioni di ricollocamento
Preoccupazione per il possibile esodo oltremanica

Continuano le operazioni di sgombero della cosiddetta “giungla” di Calais, la bidonville che in Francia da più di un anno ospitava oltre 8mila profughi in condizioni di assoluto degrado. Il prefetto di zona, Fabienne Buccio, ha riferito che rimangono solo un migliaio di persone ancora da evacuare da quella che è stata definita la “vergogna d’Europa”.

Per le operazioni di ricollocamento negli altri centri di accoglienza disseminati su tutto il territorio francese, si sta percorrendo la linea di tenere insieme i vari gruppi etnici. Trenta sudanesi sono andati nella Charente-Maritime, nelle Lande oltre ottanta etiopi; si apprende inoltre che circa una trentina di profughi sono già arrivati a Marsiglia, mentre altri cinquanta a Gironda, nella regione di Bordeaux, dove sono stati accolti in dei bungalow allestiti nella struttura di un vecchio liceo.

In un comunicato diffuso dal Ministero dell’Interno francese nella serata di ieri, si apprende inoltre che gli oltre mille minorenni senza genitori che erano presenti nel campo sono stati messi in sicurezza, mentre altri 217 per i quali erano stati appurati i legami familiari con alcune persone residenti in Gran Bretagna si trovano nel Regno Unito già dallo scorso 17 ottobre.

La situazione generale di Calais è dunque tranquilla e le operazioni si stanno svolgendo senza troppi disagi e senza il temuto arrivo delle proteste dei “no borders”. Nella bidonville sono entrati già i servizi di ripulitura per togliere tende, baracche, bivacchi e rifiuti vari. Rimane solo un gruppo di “irriducibili” che non vogliono lasciare spontaneamente il luogo, mentre sempre ieri una cinquantina di donne hanno manifestato chiedendo di poter lasciare Calais solo con la certezza di poter poi andare in Inghilterra. È questa infatti la principale preoccupazione per le conseguenze di questo maxi-smantellamento che, secondo quanto riportato dal Daily Mail, porterà i rifugiati a “moltiplicare gli sforzi per attraversare la Manica con qualsiasi mezzo”, nonostante gli sforzi delle autorità, inglesi e francesi, per arginare un ulteriore esodo.

Salvatore Tropea

Classe 1992, dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze della Comunicazione alla Lumsa. Collabora con il mensile locale calabrese L’Eco del Chiaro; con il giornale studentesco e la WebTV della Pontificia Università Lateranense e con il portale online farodiroma.it. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo alla Lumsa, dopo aver frequentato il Master in Digital Journalism alla Lateranese e aver svolto due mesi di stage a Radio Vaticana. Con il Master in Giornalismo della Lumsa ha svolto tre mesi di stage presso la redazione de Il Venerdì di Repubblica e attualmente sta svolgendo uno stage di tre mesi presso la redazione italiana di Vatican News