Campionati fermi in EuropaPer la ripresa della Serie Al'ipotesi è il 20 maggio

Gravina: "Sospensione creerebbe litigi" Rinviate le amichevoli delle nazionali

“La priorità assoluta è la conclusione dei campionati. Annullare tutto è complicato, comporterebbe un’emergenza legale durante l’emergenza sanitaria, passare l’estate in tribunale non sarebbe un atto di grande responsabilità”. Dalle parole di Gabriele Gravina, presidente della Figc, emerge la linea della federazione sul prosieguo dei campionati in Italia. In un’intervista a TMW Radio, il numero uno del calcio italiano ha parlato anche delle complicazioni che un’eventuale annullamento dei tornei comporterebbe. “Bisognerebbe decidere se assegnare o meno lo scudetto – ha aggiunto – e la stessa Juventus ha detto di non gradire una soluzione di questo tipo”.

Nel mirino c’è la data del 20 maggio. Il nuovo decreto del governo vieta gli allenamenti fino al 13 aprile e, a meno di stravolgimenti del format della Serie A (che non convincono nessuna delle società), per quella data il calcio spera di poter ripartire assieme agli uffici riuscendo a completare i campionati entro fine giugno oppure inizio luglio. Dopo un mese per la riatletizzazione dei calciatori si potrebbe ricominciare con le gare, che sarebbero a porte chiuse. Gravina non ha però scartato del tutto l’ipotesi di giocare in campo neutro nelle regioni con meno contagi. “Non è una buona soluzione – ha ammesso – ma è una delle idee su cui stiamo lavorando, cercheremo di individuare quattro o cinque destinazioni”.

Anche la Uefa, che intanto ha attenuato le regole del Fair Play Finanziario sostituendo la presentazione del bilancio 2021-2021 con controlli da effettuare nel corso della stagione, spinge per portare a termine Champions ed Europa League. Per fare spazio ai campionati, dopo la riunione con le 55 federazioni, il comitato esecutivo ha rinviato a data da destinarsi le amichevoli delle nazionali di giugno. Andranno riprogrammati anche gli spareggi per l’Europeo maschile rinviato al 2021 e le qualificazioni per quello femminile.

“Tornerà il tempo del calcio e quando tornerà festeggeremo insieme l’uscita da un incubo”, ha dichiarato all’Ansa il presidente della Fifa Gianni Infantino. “Una lezione però dovremmo averla compresa – ha aggiunto –  cioè che il calcio che verrà dopo il virus sarà totalmente diverso, inclusivo, più sociale e solidale”. Soltanto una cosa resterà uguale: “La gioia del gol e l’abbracciarsi per esprimerla. Saremo migliori, più umani e più attenti ai valori veri”.

Massimiliano Cassano

Napoletano trapiantato a Roma per inseguire il sogno di diventare giornalista. Laureato in Mediazione linguistica e culturale, ossessionato dall’ordine. Appassionato di politica, arte, Lego, calcio e Simpson. Arbitro di calcio da giovanissimo per vocazione.