Caso Cambridge AnalyticaDimesso il capo sicurezza FbGarante: "Rischio libertà"

Accuse anche da Ue e Gran Bretagna Facebook crolla in borsa

Si fa sempre più grande la bufera che ha travolto Facebook nel caso Cambridge Analytica. In queste ore si è dimesso il responsabile della sicurezza delle informazioni Alex Stamos. All’origine delle dimissioni ci sarebbe il disaccordo con l’azienda per quel che riguarda il modo in cui il social ha gestito il tema della diffusione di notizie e fake news.

A dare vita allo scandalo un’inchiesta del Guardian e del New York Times. Dall’indagine giornalistica è emerso che cinquantuno milioni i profili di elettori americani sono stati violati dalla società di consulenza per il marketing online quando era al servizio della campagna di Donald Trump per la corsa alla Casa Bianca. I dati sarebbero stati utilizzati per influenzare il voto. Un’operazione simile sarebbe stata attuata anche per influenzare il voto sulla Brexit.

Sono quindi ore difficili per il colosso dei social network che si trova travolto da accuse a livello internazionale. Sulla vicenda prende posizione l’Unione europea. “La sempre maggiore pervasività di algoritmi basati sui dati personali nelle nostre vite ha un impatto articolato sull’impegno civico nel processo decisionale e sulle barriere al coinvolgimento pubblico nei processi democratici e provoca una crisi di fiducia nell’ecosistema digitale” ha commentato il Garante Ue della privacy, Giovanni Buttarelli, secondo cui “è ora il momento di estendere la collaborazione tra i garanti per la privacy a quelli delle telecomunicazioni ed elettorali”.

Elizabeth Denham, responsabile dell’authority britannica per la protezione della privacy, ha detto che userà tutti i suoi poteri legali per investigare sull’entrata in possesso di dati personali da parte di Cambridge Analytica e Facebook.  La Denham ha annunciato alla Bbc che ha richiesto un mandato di perquisizione per i server di Cambridge Analytica.

A commentare lo scandalo anche Antonello Soro, presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, secondo cui si sta andando verso un cambiamento della natura della democrazia. “Con il potere informativo che converge verso un solo destinatario, cioè le medie company come Facebook, si sta creando una nuova geografia dei poteri, che tende a cambiare la natura delle democrazie moderne” ha dichiarato questa mattina in un’intervista rilasciata al Mattino. Per il garante “è a rischio la libertà di scelta”.

Uno scandalo che sta avendo anche ripercussioni economiche. Facebook crolla in Borsa e trascina al ribasso i listini. A fine giornata il titolo ha lasciato sul terreno il 6,77% chiudendo a 172,56 dollari.