ROMA – Quattro pareri sul tavolo del Coni, i contropareri in preparazione in via Allegri, sede della Federcalcio. La battaglia giuridica sul futuro di Giovanni Malagò e della Figc entra nel vivo. In ballo c’è il possibile commissariamento della Federazione, sul quale potrebbe esprimersi già la prossima settimana, il 6 o il 7 ottobre, la Giunta del Comitato olimpico. E tra chi voterà ci sarà anche Diana Bianchedi. La vicepresidente vicaria del Coni si è dimessa da capo delegazione della Nazionale dopo alcune dichiarazioni del ministro dello Sport Andrea Abodi, che si dice sorpreso. Intanto il Coni ha completato le verifiche sul mancato tesseramento di Malagò, mentre la Figc prepara la sua risposta. E Malagò alza lo scontro con Abodi, definendo l’intervento del ministro sul caso Bianchedi “sgrammaticato e fuori luogo”.
I quattro pareri del Coni
A esprimersi sulla posizione di Malagò sono stati quattro giuristi interpellati dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio: Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, i pareri vanno nella stessa direzione: il mancato tesseramento del presidente potrebbe aprire la strada al commissariamento della Figc. Il nodo è l’articolo 29 dello Statuto Figc, che tra i requisiti per la candidatura alla presidenza prevede di essere “in regola con il tesseramento”. Malagò avrebbe presentato la richiesta dopo l’elezione, ma la procedura non sarebbe stata completata. Una situazione che non rende però nulli gli atti firmati finora dal presidente: secondo la ricostruzione dell’Ansa, vale il principio della “buona fede” previsto dal codice civile.
La Figc prepara i contropareri
In via Allegri, intanto, si prepara la risposta. La Federazione sta mettendo insieme i propri contropareri per contestare la lettura del Coni. Al lavoro ci sono soprattutto esperti di diritto amministrativo. Il punto è capire se il mancato tesseramento basti per arrivare alla misura più pesante, il commissariamento. La Giunta dovrà valutare soprattutto la gravità della violazione e se ci siano gli estremi per proporre il commissariamento. La Figc prova invece a smontare questa lettura e prepara le sue carte in vista della riunione della prossima settimana.
Le dimissioni di Bianchedi
L’ex campionessa olimpica di scherma era stata scelta da Malagò come capo delegazione della Nazionale il 9 agosto. Un doppio incarico finito presto sotto la lente del Comitato olimpico, che aveva avviato verifiche sulla compatibilità dei due ruoli coinvolgendo anche l’Anac. Poi le parole di Abodi. Il ministro aveva criticato Bianchedi e l’altro vicepresidente del Coni, Antonio Di Paola, dopo la loro contrarietà al commissariamento della Federazione Pesistica proposto dal presidente Luciano Buonfiglio. “Se sono sempre contrari non rispettano il rapporto fiduciario, i rapporti così non durano”. La risposta di Bianchedi è arrivata con le dimissioni dalla Nazionale. “Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport”, ha spiegato, parlando di valori “ingiustamente messi in discussione”. Poi la scelta di farsi da parte per “proteggere la squadra da inutili polemiche”. Lasciato l’incarico in Figc, potrà ora partecipare al voto della Giunta sull’eventuale commissariamento.
Malagò attacca Abodi
Dalla parte di Bianchedi si schiera Malagò. A margine dell’assemblea di Lega Pro, il presidente della Figc definisce l’intervento del ministro “non convenzionale, sgrammaticato, fuori luogo”. E sulle dimissioni della sua ormai ex capo delegazione aggiunge: “È una scelta che non posso che condividere. Credo che sia impossibile darle torto”. Poi un’altra stoccata ad Abodi: “Non mi sembra che da parte del ministro sia stata l’unica uscita su questioni che riguardano il calcio”.
La partita passa alla Giunta
Abodi respinge intanto qualsiasi lettura politica della vicenda. “Non c’è un tema né personale né politico”, ha detto il ministro. E sul possibile commissariamento ha ribadito che la scelta spetta al Coni: “Porla sul piano politico è una mortificazione nei confronti del Coni”. La resa dei conti è attesa la prossima settimana. Prima i contropareri della Figc, poi la Giunta. E non sarebbe comunque l’ultimo passaggio: un eventuale commissariamento dovrebbe approdare anche al Consiglio nazionale del Coni, dove la platea è molto più ampia. Malagò resta al suo posto. Ma intorno alla sua presidenza la battaglia è ormai aperta.


