MILANO – “Carmelo Cinturrino chiedeva soldi e droga”. Uno degli agenti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso nel caso della morte di Abderrahim Mansouri ha confermato, durante l’interrogatorio, l’ipotesi degli inquirenti.
L’agente ha descritto Cinturrino come “violento e poco raccomandabile” aggiungendo che “voleva prendere Mansouri”. Oggi il poliziotto 41enne, indagato con l’accusa di omicidio volontario, sarà interrogato dal gip oggi nel carcere milanese di San Vittore per la convalida del fermo.
Secondo l’agente interrogato Cinturrino “mandò messaggi ad un altro agente, che era presente nel bosco di Rogoredo per l’operazione antispaccio, dopo che aveva già sparato al 28enne ma per fargli ” credere che a quell’ora Zack “, soprannome del giovane ucciso, “non era ancora morto”.
“Chiedo scusa a tutti quelli che indossano la divisa, ho tradito la loro fiducia”. Ha parlato così al suo legale Cinturrino, aggiungendo “dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato”. L’avvocato Piero Porciani ha spiegato che il suo assistito è “pentito di quello che ha fatto” nella notte del 26 febbraio scorso e che “ha sparato perché aveva paura” aggiungendo che “quello che ha fatto dopo lo sappiamo tutti, è stato un errore”.
Sul nodo della pistola messa accanto al cadavere della vittima il legale ha spiegato: “Era in quello zaino da qualche tempo e che il suo collega, quando ha ricevuto l’ordine di andare a prenderlo in commissariato, non poteva non sapere”.
Intanto la compagna di Cinturrino si difende. “Tutti i racconti sono di pura fantasia”, ha dichiarato a proposito delle presunte richieste di pizzo e droga ai pusher della zona di Rogoredo da parte dell’agente. “Nessuno dei due ha mai ricevuto nulla e davanti a noi non è mai avvenuto nulla – ha assicurato -. Abitando lì ho visto alcune situazioni che prontamente sono state segnalate”.
Dalla cronaca allo scontro politico
La premier Giorgia Meloni ha espresso “sgomento” per gli ultimi sviluppi sul caso Rogoredo ammettendo di “provare profonda rabbia” all’idea che l’operato di chi tradisce la divisa “possa sporcare il lavoro dei tantissimi uomini e donne che ci proteggono ogni giorno”.
Per il leader del Carroccio Matteo Salvini “chi sbaglia paga e chi sbaglia in divisa paga anche di più”. Lo stesso pensiero è stato espresso anche dal presidente del Senato, Ignazio La Russa che chiede “una grande severità verso i delinquenti, un doppia severità quando a commettere un reato così grave, se mai fosse vero, è un poliziotto”.
Opposizioni all’attacco. La leader del Pd Elly Schlein che chiede al governo di “rivedere l’impunità preventiva delle forze dell’ordine”. Da Avs si affaccia invece l’idea che il governo “abbia strumentalizzato la vicenda di Rogoredo per delegittimare i magistrati”. Non meno duro il numero uno del Movimento 5 stelle che ammette “Salvini e Meloni hanno preso una grandissima cantonata”.
Stop alla raccolta fondi
Il Sindacato autonomo di polizia ha deciso che restituirà l’intera somma devoluta alle circa mille persone che hanno contribuito alla raccolta fondi per sostenere la tutela legale di Carmelo Cinturrino.
La raccolta era stata lanciata dal Sap alcuni giorni dopo quanto accaduto ma “quanto emerso negli ultimi giorni – spiega il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni – denota la gravità dei fatti e dei comportamenti tenuti nel boschetto di Rogoredo dagli operatori di polizia e in primis da Carmelo Cinturrino”


