Caso Tapie: perquisita l’abitazione parigina di Christine Lagarde. Nubi sulla politica francese

La direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde è tornata sulle prime pagine per un’inchiesta per abuso di potere relativa al periodo in cui era ministro dell’Economia. Le indagini sono aperte da un anno ma stanno subendo negli ultimi mesi una notevole accelerata. Ieri, infatti, la polizia ha perquisito l’appartamento parigino della direttrice, ex avvocato d’affari negli Stati Uniti, arrivata nel 2007 a Bercy con il governo Fillon  sotto la presidenza Sarkozy. Proprio alla fine di quell’anno, Christine Lagarde decise di chiudere il contenzioso tra l’imprenditore Bernard Tapie e la banca pubblica Credit Lyonnais iniziato nel lontano 1993. Quando Tapie divenne ministro della Città nel governo Bérégovoy, sotto la presidenza Mitterand, decise di vendere la società Adidas, di cui era proprietario, alla Lyonnais per circa 315 milioni. La banca, dopo pochi mesi, cedette Adidas con una plusvalenza di circa 230 milioni portando Tapie a spostare la questione in tribunale, sentendosi truffato. Subentrò a quel punto l’allora ministro dell’Economia Christine Lagarde che pose fine al contenzioso optando per un arbitrato extra-giudiziale. Le tesi di Tapie furono così accolte e gli fu corrisposto un indennizzo di circa 400 milioni.
Nel 2008la Cortedei Conti ritenne eccessivo il risarcimento nei confronti del finanziere e qualche tempo dopo la magistratura aprì un dossier per presunta distrazione di fondi pubblici. Il sospetto degli inquirenti, ancora oggi,  è che dietro la decisione della Lagarde ci sia l’ombra di Sarkozy, che aveva ottenuto l’appoggio dell’ex socialista Tapie in campagna elettorale.
La notizia fa il paio con un altro caso degli ultimi giorni che non getta buona luce sulla politica francese, le dimissioni del ministro del Bilancio Jérome Cahuzac per dei probabili conti all’estero non dichiarati che hanno suscitato prevedibile clamore. Come riporta l’agenzia Bloomberg, l’Fmi ribadisce di aver discusso il caso prima di scegliere Lagarde alla sua guida.

Alessandra D’Acunto