Circo moderno, 250 anni tra spettacolo e polemiche

Foto Ansa

Più di 160 artisti provenienti da almeno 20 Paesi del mondo, molte specie di animali, quattro giorni di spettacoli: è il Festival internazionale del circo di Budapest, arrivato alla sua dodicesima edizione. La prima, ieri sera, è caduta nel giorno scelto per le celebrazioni del giubileo dei “250 anni della nascita del circo moderno”. Era il 1768, infatti, quando il cavallerizzo Philip Astley divenne famosissimo a Londra per aver allestito, davanti alla stazione di Waterloo, uno spettacolo che lasciò tutti a bocca aperta. Decise subito di dedicare a quel circo una struttura adeguata: così nacque la pista ellittica che noi tutti oggi conosciamo. Da allora divenne celebre uno show, un mestiere, uno stile di vita, che da anni però continua a macinare polemiche. Sono tante le associazioni animaliste che ritengono inaccettabile che gli animali vengano utilizzati per il divertimento dell’uomo, attraverso pratiche di detenzione e addestramento che non corrispondono alla loro natura.

Carmelo Leo

Nato a Messina nel 1993, ha conseguito la laurea triennale in Scienze delle Relazioni Internazionali e Politiche nel 2016 con una tesi dal titolo “Il declino del sogno americano: gli Stati Uniti nel tornante storico del Sessantotto”. Dopo qualche breve esperienza giornalistica online si è iscritto al Master in Giornalismo della LUMSA. Appassionato di storie, che siano esse libri, film, racconti, videogiochi o canzoni.