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HomeCronaca Crans, i feriti italiani ai pm: “Uscite bloccate e Moretti è scappata”

I feriti italiani di Crans:
"Le uscite erano chiuse
e Jessica Moretti è scappata"

Parte la collaborazione tra Roma e Sion

Ma la Svizzera pone limiti e condizioni

di Chiara Di Benedetto20 Febbraio 2026
20 Febbraio 2026
Crans-Montana

L'entrata del locale "Le Constellation", teatro della tragedia di Crans-Montana | Foto Ansa

CRANS MONTANA – “Tutte le uscite di sicurezza del locale erano chiuse, nessuno ci ha dato indicazioni. Jessica Moretti? È scappata”. È così che i sopravvissuti italiani della strage di Capodanno hanno raccontato la notte del 31 dicembre agli inquirenti della Procura di Roma.

Le dichiarazioni dei feriti italiani ai pm

“Gli estintori non sono stati azionati e l’incendio è divampato in pochi minuti, non c’era materiale ignifugo”, hanno spiegato i ragazzi sottolineando che era possibile entrare solo dopo avere pagato le consumazioni. “Chiedevano fino a 270 euro per una bottiglia di champagne e non c’erano divieti per i minori: potevano frequentare il bar e bere alcolici”, il tutto nonostante il locale avesse già raggiunto la capienza massima.

Collaborazione rafforzata tra le procure di Roma e Sion

Nel frattempo, finisce nel vuoto la proposta della premier Giorgia Meloni di formare una squadra investigativa comune tra i due Paesi: per ora non si farà. Si aprirà, invece, una “collaborazione rafforzata”, concordata lo scorso 19 febbraio a Berna nel corso di una riunione fiume, durata sei ore, tra le procure di Roma e Sion. Durante il vertice, la procuratrice generale del Cantone Vallese, Béatrice Pilloud, ha però evidenziato che questa collaborazione sarà condizionata dalla “sovranità per i procedimenti penali” e dai vincoli imposti dal codice di procedura penale svizzero.

Lo Voi spiega la nuova procedura investigativa

Il procuratore Capo di Roma, Francesco Lo Voi, che guidava la delegazione italiana, ha spiegato che il tema della costituzione di una squadra investigativa comune “non è stato trattato”, ma che a partire dalle prossime settimane gli investigatori italiani si potranno recare a Sion a “intervalli regolari” per consultare gli atti che gli inquirenti svizzeri decideranno di mettere a loro disposizione. Questa procedura potrebbe, però, creare delle difficoltà perché, sebbene gli avvocati di parte civile potranno accedere integralmente al fascicolo, non tutti gli atti potranno essere utilizzati nel procedimento penale italiano, soprattutto se i legali degli indagati decidessero di opporsi alla loro condivisione. Per questo, sarà necessaria una “scelta attenta” degli elementi di prova su cui basare il procedimento. L’incontro è stato giudicato “fruttuoso” e “costruttivo” da entrambe le parti.

Anche l’Italia dovrà mettere a disposizione i risultati delle indagini condotte nel nostro Paese, compresi i referti delle autopsie e gli esiti degli interrogatori dei feriti ricoverati in Italia. È prevista intanto per oggi, 20 febbraio, la maxi consulta medico legale su tutta la documentazione sanitaria delle vittime italiane.

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